Ricardo Donoso

Machine To Machine

2015 (Denovali) | synth-ambient

All'inizio di quest'anno, all'altezza di febbraio circa, Ricardo Donoso (ci) aveva stupito e spiazzato battezzando il suo approdo a Denovali con un disco di elettronica intrisa di pece nera. Niente più tracce di quelle geometrie sintetiche che l'aveano lanciato qualche anno fa come l'ultimo discepolo della Emeralds generation post-cosmica. Al loro posto una desolazione insormontabile, scenari di distopia post-metropolitana, accennata a tratteggi in bianco e nero tanto azzeccati cromaticamente quanto poco efficaci a livello figurativo.

Meno di dodici mesi ed ecco il compositore statunitense tornare sulla scena con un lavoro che raccoglie materiale risalente al biennio 2013-2014, nel tentativo di costruire un ponte tra trascorsi iniziali e passato recente. “Machine To Machine” conferma l'ambientazione fantascientifica, collocandosi però in posizione di prequel tra “Assimilating The Shadow” e “Sarava Exu”. La megalopoli in balia di macchine e tecnologia è qui ancora in piena attività, sebbene inizino a palesarsi quei segnali di cedimento tradotti in deflagrazione nel fatalismo desolante del precedente lavoro.

Sintetizzatori e melodie tornano insomma d'attualità, contornati da un'oscurità perpetua senza possibilità di fuga, in uno scenario che più eighties non si può, ma che nonostante questo riesce a suonare decisamente “a fuoco” e calzante nella contemporaneità. Merito soprattutto di una manciata di gioielli, della quale fanno parte in primis l'introduzione a straziante intermittenza di “Akrasia”, affidata al dialogo tra ombre spettrali e stratificazioni analogiche, e il trip sottocutaneo di “The Stretching Of The Cord”, tra armonie corali e richiami Idm.

Di spessore sopraffino sono anche l'ipnosi al ralenti di “Pinnacle”, costruita sul regolare e millimetrico schema di un arpeggiatore e sui ricami di un synth, e la successiva mini-sinfonia per orchestrina sintetica di “Har1”, che parte rassicurante per poi farsi di minuto in minuto più stridente. Non sfigurano nemmeno gli episodi meno sostanziosi, come il quadretto in stile Greg Haines sintetico di “Axon Terminal”, la marcetta à-la-Klaus Schulze di “The Iron Cage” e il dub alieno di “Incument Operator”.

Se non fosse stato registrato in un periodo precedente a quello del suo predecessore, si potrebbe parlare di una nuova coscienza compositiva e tecnica per Donoso, decisamente più a suo agio nel mediare tra geometria e oscurità che nella recente e totale immersione in quest'ultima. Il fiore all'occhiello dell'intero lavoro è costituito però dal trittico di chiusura. Se i deliziosi rintocchi melodici di “Some Buy The Locks” stuzzicano l'appetito e il notturno conclusivo di “Msisdn” sconfina con maestria in casa Jon Hopkins, è il carillon a ghirigori di “Dance Of Attunement” a raggiungere la vetta di un lavoro convincente, che celebra splendidamente l'unione di retrò e contemporaneo.

(17/09/2015)

  • Tracklist
  1. Akrasia
  2. Axon Terminal
  3. The Stretching Of The Cord
  4. Incumbent Operator
  5. Pinnacle
  6. Har1
  7. The Iron Cage
  8. Some Buy The Locks
  9. Dance Of Attunement
  10. Msisdn
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