Sankt Otten

Engtanz Depression

2015 (Denovali) | neo-kosmische, synth-music

Il revival kosmische che ha contagiato svariati versanti dell'elettronica contemporanea resta argomento dibattuto, in grado di generare un'insuperabile contrapposizione tra affascinati e passatisti. Se c'è stato un disco che aveva saputo mettere d'accordo entrambe le fazioni riguardo il suo valore, quello era “Messias Maschine” dei Sankt Otten. Sangue tedesco, Berlino nel cuore, modelli ancorati negli anni Settanta, ma anche un'energia positiva e una propulsione quasi pop del tutto inedite. Il disco, insomma, in cui Stephan Otten e Oliver Klemm imboccavano la strada aperta da Ulrich Schnauss.

Due anni dopo, i due tornano a imboccare la strada maestra della loro ricerca, quella percorsa negli anni precedenti all'approdo su Denovali e solo parzialmente abbandonata in quel “Gottes Synthesizer” eletto unanimemente loro “disco della maturità”. Dunque, pattern più oscuri e bionici, un legame più saldo e reverenziale con l'epopea seventies. Poco spazio, invece, per luce e organicismo, in un soundscape macchinale e dominato in ogni dove da elegie analogiche.

La marcetta in seno ai Neu! di “Urlaub Unter Psalmen”, il passaggio proto-pop di “Im Lichtorgelparadies” e l'evanescente “Sing Die Apokalypse” paiono voler mostrare che i due non hanno perso il tocco umano, mettendo in scena quasi un riavvicinamento con linguaggi più diretti e sentiti.
Ma il clima da science-fiction d'altri tempi tende in realtà a uniformare l'intero lavoro, al punto tale da far passare quasi in sordina la ritmica inusuale (quasi in stile Paradinas!) di “Karfreitagskarpfen Und Dolce Vita”, a conti fatti il pezzo più riuscito del lotto.

Per il resto si procede di comeback più o meno puri all'epoca d'oro della synth music, dal balletto livido di “Beten, Tanzen, Küssen” (Roedelius docet), a frammenti più spiccatamente a-la-Star Trek quali “Wo Es Immer Regnet” o “Ich Bau Dir Ein Museum”, passando per apici sinistri da puro viaggio nello spazio come “Der Himmel Ist Vol” e “Die Tragische Nummer”. Un inno alla nostalgia comunque superiore alla media dei tanti che si sentono in giro, figlio di due artigiani del revival synth-kosmische le cui capacità non sono certo in discussione. Ma, stavolta, nessun miracolo.

(09/03/2015)

  • Tracklist
  1. Urlaub Unter Psalmen
  2. Beten, Tanzen, Küssen
  3. Wo Es Immer Regnet
  4. Im Lichtorgelparadies
  5. Der Himmel Ist Voll
  6. Karfreitagskarpfen Und Dolce Vita
  7. Sing Die Apokalypse
  8. Die Tragische Nummer
  9. Ich Bau Der Ein Museum
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