Sharg Uldusu 4Tet

Dune

2015 (Abeat Records) | ethno-jazz, tradizional

L'ensemble Sharg Uldusù (Stella d'Oriente) - ormai giunto al suo quarto album - continua la sua missione di tessitura di un difficile dialogo tra antico e moderno, Medio Oriente e Occidente. Un dialogo che ha il suo baricentro nel Mediterraneo, quel mare vissuto oggi come un muro tra due mondi apparentemente inconciliabili, ma un tempo inteso come Mare Nostrum, non muro ma grande punto di snodo e comunicazione tra Nord Africa, Turchia, Grecia ed Europa; testimonianza del fatto che queste culture hanno una base e un origine comune che dovrebbe essere evidenziata, non colpevolmente nascosta.
Sono tanti i musicisti che, in modo meritorio, portano avanti l'intenzione di unire in un momento in cui dividere sembra andare di moda; tra questi, Elias Nardi con i suoi album solisti, Max Fuschetto e ovviamente il quartetto Sharg Uldusù.

L'evoluzione dell'ensemble lo ha portato oggi a diventare Sharg Uldusù 4Tet, quartetto formato da Ermanno Librasi (clarinetto in metallo, clarinetto basso, balaban e furulya), Max De Aloe (armonica cromatica, armonica bassa e fisarmonica), Elias Nardi (oud), Francesco D’Auria (batteria, percussioni e hang). L'unione di mondi differenti - ponte tra tradizione e esperienze musicali del '900, dal jazz alla world music - riesce, grazie a melodie molto spesso evocative e coinvolgenti, a emozionare chi ha la mente sgombra da pregiudizi e luoghi comuni. I dieci brani si dividono in quattro interpretazioni di musiche tradizionali e sei inediti. 

"Nihawend Lunga" è una riproposizione del musicista turco Tamburi Cemil Bey. "Layli Djan" è un brano della tradizione afgana, mentre "Kir Cicek" e "Uskudar" provengono dalla tradizione musicale turca. Tra gli inediti spicca la title track "Dune" (scritta da Ermanno Librasi), titolo paradigmatico del mondo che si vuole descrivere, vera gemma che è in pratica un lungo assolo di Librasi stesso - il cui inizio sembra citare momenti minimalisti - su cui si inseriscono poco alla volta gli altri musicisti. Elias Nardi ci accompagna col suo Oud in "Fil Hadika", mentre Francesco D'Auria scrive il breve esperimento di percussioni di "E le stelle". "Cisternino" e "Fragman" hanno come protagonista l'armonica di Max De Aloe.

"Dune" è paragonabile a un mezzo che ci da l'opportunità di viaggiare; sta a noi decidere di usarlo, coscienti però che, se il viaggio sarà sincero, al ritorno non potremo più essere gli stessi.

(30/11/2015)



  • Tracklist
  1. Nihawend Lunga
  2. Layli Djan
  3. Dune
  4. Kaleidos
  5. E Le Stelle
  6. Fil Hadika
  7. Kir Cicek
  8. Cisternino
  9. Fragman
  10. Uskudar
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