Tellavision

The Third Eye

2015 (Karlrecords) | electro

La berlinese Fee R. Kuerten inizia il suo progetto Tellavision con “Music On Canvas” (2011), all’insegna del più oleografico lo-fi folk Cat Power-iano, ma personalizzandolo di quel tanto nell’accompagnamento a base di percussioni spartane, e una prima danza poliritmica solo strumentale, “Swallow”, non per niente il pezzo baricentrico. Due tracce del successivo Ep “We Love The Omniscient Narrator” (2011) espongono una svolta elettronica, e soprattutto ritmica: la pulsazione subliminale di “The Game”, impreziosita dai suoi soffi canori psichedelici, e l’arcana e tribale “Permanent”. Questa direttrice stilistica è confermata anche dal singolo “15 Miles” (2013).

Fervore ritmico elettronico e a tratti creativo, non forte ma comunque insistente e onnipresente, unito a un’antiaccademica ricerca vocale, la proiettano al secondo “Funnel Walk” (2014), con cui rifinisce questo suo nuovo linguaggio. Le acrobazie canore e l’uso pervasivo dell’elettronica scolpiscono i numeri migliori, “Haller”, “Singularity” e ancor meglio la cerimonia electro-kabuki di “Betony” (7 minuti). Kuerten fa il paio con Fever Ray.

L’urgente “The Third Eye” assale con versioni sinuose dell’electroclash ormai decrepito (“Unimperative”, “His-Story”), con voci multiple sempre e comunque deformi. L’attuale Jennifer Herrema potrebbe imparare molto da stolidi e debosciati r’n’b come “My Friend” e “Attitude”, un piccolo caos di gemiti sexy.
La parte centrale dell’opera blocca queste vertigini in deliqui elettronici e rap tradizionali molto meno avvincenti. La suspense riprende con la danza tuareg “Libido Da Ooze”, la cui pittura vocale si muove aleatoria come un vento, e con due strumentali, il battito sbronzo di “Cryptic Snash Man”, dalla tremebonda distorsione d’organo, e il balletto di “J-Walk International”, incastonato tra videogame e cadenze persiane.

Non sempre Kuerten controlla il procedimento messo in atto, all’insegna costante di irregolarità e instabilità, anzi talvolta si ferma e ne sburrano riempitivi e sfocature. Suddiviso, nelle intenzioni, in due parti, “Easy Tikky Tab” e “Cryptic Snash Man”, brilla per la sua vocazione intimamente aliena. Paragonata e inclusa nella nuova scena elettronica femminile, in particolare a Inga Copeland. E’ invece più avanguardista e vicina ai collage di coeve dimenticate che sfondano scene e generi, Eartheater e Deradoorian. Autodefinizione: “Hardware Post-Pop”.

(01/10/2015)

  • Tracklist
  1. Unimperative
  2. My Friend
  3. Juxtaposition
  4. Attitude
  5. Hide And Look
  6. Separation Time
  7. Hypocritiques
  8. Libido Da Ooze
  9. Cryptic Snash Man
  10. They’re Playing Grunge
  11. His-Story
  12. J-Walk International
Tellavision on web