Thomas Ragsdale

Bait

2015 (This Is It Forever) | soundtrack, modern classical, dark-ambient-drone

In parallelo all'impegno principale con Gavin Miller nella creatura condivisa worriedaboutsatan (da non perdere “Evil Temper” di qualche mese fa) e alla carriera solista a nome Winter Son, Thomas Ragsdale ha di recente avviato un percorso a proprio nome da compositore di soundtrack. Un'avventura che stupisce fino a un certo punto, rappresentando da sempre Ragsdale l'anima più atmosferica e “cinematografica” del duo, chiamata a conferire quella caratteristica densità narrativa tra sogno e sacralità alle architetture downtempo di Miller. E non è un caso che nella “prima” dell'anno scorso per “Before Dawn” di Dominic Brunt, il suo stile riecheggiasse non poco le ambientazioni più spettrali e oscure del brand, letteralmente spolpate della componente ritmica in favore di un incremento di quella ambientale.

In questo nuovo “Bait”, soundtrack per il film sperimentale omonimo firmato da Paul Rondell e (di nuovo) Dominic Brunt, Ragsdale conferisce un'identità più propria al suo tessuto sonoro, virando con prepotenza verso un equilibrato mix di oscurità drone, ricami acustici e orchestrazioni misurate. Pubblicato in sola audiocassetta di nuovo dalla This Is It Forever di proprietà dello stesso Gavin Miller, il disco prende il via dall'effimero e limpido acquarello per arpa e field recordings di “Who Holds The Devil, Hold Him Well”. Un passaggio “sereno”, contraddetto già dalla successiva “Warning Mass”, inno macchinale per arpeggiatori e orchestra che introduce all'oscuro mood di cui l'intero lavoro è impregnato, nonché fra i pochissimi episodi a ripescare le costruzioni elettroniche di casa worriedaboutsatan e le atmosfere dell'ultimo Ricardo Donoso.

Il cuore nero del lavoro è situato interamente a centro disco, in corrispondenza dei passaggi in cui la fusione drone-orchestra si concretizza maggiormente e l'ombra di Jóhann Jóhannsson si fa palese alle spalle. È il caso della maestosa “Take A Look At God's Face”, del puro dark-ambient per treated orchestra di “A Sign Of Things To Come”, della liturgia corale di “As The Rain Went Out Falling”, ma anche dei due “Old Piano”, che emanano inquietudine da ogni nota, mista al tipico clima spettrale da vecchia casa infestata. Qualche spiraglio di luce riesce a passare solo laddove il main theme dell'ouverture si ripresenta: nella title track l'orchestra sintetica resta sullo sfondo, lasciando una chitarra libera di arpeggiare in primo piano, “The Dales” spezza il ritmo con un drone sospeso in stile AUN, il finale di “To Send You Off” chiude il cerchi tornando alla serenità del principio.

Il grande merito di Ragsdale è quello di riuscire a variare umori, immagini, situazioni e schemi sonori, mantenendo un'inossidabile coerenza atmosferica di fondo. Persino nell'episodio più lontano e atipico del disco, ovvero la catarsi dark-psych di “When All The Breaks Loose”, che prende in prestito qualche tinta dalla tavolozza assortita dark di Witxes, il clima rimane perfettamente in linea con la narrazione. Dal successivo inchino a Lustmord di “The Uncertainty Principle” nasce poi la “fuoriuscita del tunnel”, il cui step intermedio è l'elegantissima sonata di “The Body's In The Back”, quasi una terza “Old Piano” che preannuncia il “lieto fine” con ritorno alla limpidezza dei primi minuti del disco. Una trama “circolare” che riflette perfettamente gli sviluppi del film, a cui fa da commento sonoro nella più convincente e pregnante delle maniere.

(02/10/2015)

  • Tracklist
  1. Who Holds The Devil, Hold Him Well
  2. Warning Mass
  3. Old Piano 1
  4. As The Rain Went On Falling
  5. Take A Look At God's Face
  6. Bait
  7. A Sign Of Things To Come
  8. The Dales
  9. Old Piano 2 (Worse For Wear)
  10. When All Hell Breaks Loose
  11. The Uncertainty Principle
  12. The Body's In The Back
  13. To Send You Off
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