Ultimate Painting

Green Lanes

2015 (Trouble In Mind) | psych-pop

Per chi si fosse fatto sfuggire l’esordio degli Ultimate Painting, duo formato da Jack Cooper dei Mazes e James Hoare dei Veronica Falls, è giunto il momento di riscoprire la band inglese, e di riagguantare il loro delizioso mix di Beatles e Velvet Underground.
Il secondo album “Green Lanes” ritorna sul luogo del delitto, affondando il coltello nella melma psichedelica, dove già in molti hanno attinto con fortune alterne, questa volta preferendo un tono più solare e meno autunnale o malinconico.

E’ fuor di dubbio che molte delle ragioni che diedero fuoco alla Summer of love oggi sono ben lontane dalle prerogative dei gruppi neo-psichedelici. E’ più l’estetica che lo stile di vita dei Sixties quella che affascina Jack e James, ma i due avevano già dimostrato di saper gestire toni e colori senza eccedere in svenevolezze retrò, anzi indugiando in quei chiaroscuri che spesso donano contorni insoliti e inediti.
Sono sempre i Velvet del terzo album il punto di riferimento, con uno svecchiamento in stile Paisley underground, messo a punto con le esigenze del lo-fi, nonché delle variabili temporali che vanno dai Feelies ai Real Estate.
La scrittura delle canzoni resta all’altezza dell’esordio, pur con qualche leggera flessione verso il pop: “Green Lanes” è un progetto solido e rimarchevole, che rivela ad ogni ascolto nuove sfumature liriche, evitando l’enfasi posticcia di molte revival band coeve.

L’iniziale “Kodiak” è un soffio, un alito leggero che serve solo a introdurre il tono più rilassato di questo nuovo capitolo. Tra una beatlesiana “Break The Chain”, che si adagia sul piano prima di aprirsi a digressioni folk-psych, e un'indolente “I Was Lost”, che riporta in vita i riff dei Television, sbucano canzoni deliziose come “Two From The Vault”, “Tee Zee Em” e “Paying The Price”, oltre all'estatica “Sweet Chris”, che rafforza positivamente il paragone coi Feelies.

Manca giusto un po’ di sangue, sudore e lacrime, in “Green Lanes”, anche se, tranne qualche piccola ingenuità lirica, evidente in canzoni come “(I’ve Got The) Sanctioned Blues” o nel prevedibile jingle-jangle di brani come “The Ocean”, il suo insieme di sacro e profano funziona alla perfezione.
Oggi le rivoluzioni non nascono più nelle strade, ma in comode e accessoriate camere da letto, e i risultati sono spesso insulsi e confusi. Gli Ultimate Painting, invece, mostrano di avere una marcia in più: con un po’ di coraggio e pazienza, e soprattutto smussando alcune pagine superflue, potrebbero anche realizzare in futuro il loro capolavoro. Non sottovalutate il fascino di “Green Lanes”, vi restituirà un sorriso in una giornata grigia e noiosa del vostro personale inverno.

(05/11/2015)



  • Tracklist
  1. Kodiak
  2. Sweet Chris
  3. (I’ve Got The) Sanctioned Blues
  4. The Ocean
  5. Two From The Vault
  6. The Ocean (Reprise)
  7. Break The Chain
  8. I Was Lost
  9. Tee Zee Em
  10. Paying The Price
  11. Woken By Noises
  12. Out In The Cold




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