Black Anvil

As Was

2016 (Relapse Records) | black-metal

Ricordate i Kill Your Idols, la band hardcore-punk newyorkese dissoltasi nel 2007? Beh, cancellate tutto. Paul Delaney, Raelph Glicken e Gary Bennett, rispettivamente basso, batteria e chitarra di quella storica formazione, all’indomani dello scioglimento diedero vita ai Black Anvil, il progetto che tutti gli amanti del black metal stavano aspettando.
Nel 2010 Jeremy Sosville sostituì Bennett alla chitarra, mentre “As Was” fa registrare l’innesto del chitarrista e seconda voce Travis Bacon, già con i misconosciuti White Widows Pact.

Al traguardo del quarto album, i Black Anvil si iscrivono nel ristretto club dei continuatori di un filone estremo che nel tempo ha saputo percorrere imprevedibili evoluzioni, sdoganandosi da mera rappresentazione satanistica per lanciarsi verso scenari aperti alle contaminazioni più disparate. Il quartetto americano si mette in scia, facendo entrare un po’ di luce nella propria scrittura, come ben dimostrano gli oltre otto minuti di “On Forgotten Ways”, il perfetto biglietto d’ingresso per la discesa agli inferi, con le chitarre rigorosamente metal e l’alternanza del cantato growl/clean, che resterà una costante per tutta la durata del lavoro.

La novità principale, anche se già introdotta nel precedente “Hail Death”, consiste nel ragionato mix fra cattiveria e brevi momenti melodico-psichedelici, perfettamente reso nella lunga “Two Keys Here’s The Lock”, arricchita da piccole oasi di serenità quasi pinkfloydiane.
Estremi ma sofisticati, con quel filino di malinconia che spesso emerge fra le linee dure e veloci, mantengono una forte connotazione dark dai risvolti oscuri, ma l’intransigenza di un tempo è oggi mediata attraverso la decisa volontà di evolvere il suono, tanto che “As Was” contiene ballad sporcate ad arte da chitarroni zeppi di “Metal Zone” (la title track) e persino una traccia interamente acustica, la rilassata “The Way Of All Flesh”.

Fra declamazioni luciferine e la ricerca costante del tratto epico, i Black Anvil aumentano il livello di complessità delle proprie canzoni, non senza qualche momento un pochino più telefonato, come il solo di “Nothing”, eseguito nella più scontata tradizione hair, o come la iper-classica “As An Elder Learned Anew” che ricorda qualcosa dei Metallica.
Ma “As Was” li conferma come una delle punte dell’iceberg più “luminose” (consentitemi il giochino di parole) della scena black metal contemporanea, rappresentandone la deriva più “accattivante”. I più duri e puri potrebbero non gradire tutto, ma i nuovi adepti non mancheranno di sicuro.

(25/01/2017)

  • Tracklist
  1. On Forgotten Ways
  2. May Her Wrath Be Just
  3. As Was
  4. Nothing
  5. As An Elder Learned Anew
  6. Two Keys Here’s The Lock
  7. The Way Of All Flesh
  8. Ultra
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