Donnie Fritts

Oh My Goodness

2016 (Single Lock Records) | country, songwriter

Personaggio vissuto ai margini della grande musica americana, Donnie Fritts è più famoso per essere stato tastierista e collaboratore di Kris Kristofferson, nonché attore in tre film di Sam Peckinpah, piuttosto che per la sua attività di musicista e compositore.
Nel suo passato artistico c’è una breve presenza come session-man ai Muscle Shoals Studios; inoltre ha scritto canzoni di successo per Box Tops, Dusty Springfield, Arthur Alexander, Percy Sledge e Willie Nelson.

Sono passati più di quarant'anni dall’esordio “Prone To Learn” e ben sette dal precedente “One Foot In The Groove”: “Oh My Goodness” è solo il quarto album della sua lunga carriera, ed è ancora una volta un progetto ricco di eccelse canzoni, il cui fascino rimanda ad album di Ry Cooder (“Paradise And Lunch”), John Prine o Randy Newman.
Il tempo non ha modificato la sua dimensione artistica. Donnie Fritts non tradisce le sue radici culturali in nome della modernità, e sarebbe d’altronde curioso se ciò avvenisse, proprio ora che molti songwriter stanno riscoprendo la sua figura.

John Paul White è l’anfitrione del ritorno discografico di Donnie Fritts: a lui si devono la perfetta veste sonora che adorna e impreziosisce la voce, il timbro del piano Wulitzer e le canzoni. Non manca una cospicua manciata di amici, pronti a condividere le tante ma essenziali creazioni a base di country, soul e blues.
"Oh My Goodness" ospita anche alcune cover, come l’iniziale “Errol Flynn”, una delicata ballata pianistica profumata di musical, o la splendida “Foolish Heart” di Jesse Winchester, nella quale il musicista mette in evidenza tutto il suo amore per il blues di New Orleans, con tanto di sezione di fiati e piano alla Dr John.

Con il passare del tempo la voce di Fritts è diventata più fragile e roca, un perfetto strumento emotivo, in grado di reggere le granitiche forme funk di “Memphis Women And Chicken” e del suo classico “Choo Choo Train”, altra eccellente fusione di country, soul e funky, portata al successo dai Box Tops nel 1968.
La presenza di John Prine in “The Oldest Baby In The World” è non solo fisica ma spirituale. Allo stesso modo Spooner Oldham offre non solo la sua perizia strumentale, ma anche l’anima, nell'intensa title track.

Ogni traccia è un manifesto creativo per Fritts: abile ballader alla Gene Clark (“If It's Really Gotta Be This Way “), perfetto amabasciatore della migliore tradizione americana che va da Ry Cooder alla Band (“Tuscaloosa 1962”), elegante e raffinato come Randy Newman (“Them Old Love Songs”) e altresì irriverente (“Good As New”), ma soprattutto unico e incomparabile come Donnie Fritts.

(31/10/2016)

  • Tracklist
  1. Errol Flynn
  2. If It's Really Gotta Be This Way
  3. Memphis Women and Chicken
  4. The Oldest Baby In The World
  5. Tuscaloosa 1962
  6. Them Old Love Songs
  7. Foolish Heart
  8. Lay It Down
  9. Good As New
  10. Temporarily Forever Mine
  11. Choo Choo Train
  12. Oh My Goodness




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