Gregory Alan Isakov

With The Colorado Symphony

2016 (Suitcase Town) | symphonic folk

Forse non è tanto l'atto in sé di mettersi a esibirsi e anche a ri-registrare il proprio repertorio con un'orchestra, ma è proprio farlo nel modo più banale possibile, come se fosse l'ultima colonna sonora di Phil Collins per la Disney, che rende questa pubblicazione di Isakov con la Colorado Symphony Orchestra un passo falso evidente della sua carriera.

Più che un modo per trascendere l'Americana contemporaneo, come, bene o male, può aver tentato di fare Justin Vernon collaborando con Colin Stetson, l'operazione del cantautore di origini sudafricane suona come quei recuperi che si fanno quando artista e fanbase sono ormai invecchiati insieme, e forse subiscono di più l'impressione sentimentale di un'orchestra a pieno organico che, quando parte il ritornello, fa risuonare archi e/o fiati.

Si tratta, comunque, di un fascino barocco, che toglie invece di aggiungere dal punto di vista emotivo, e sul piano espressivo/estetico non offre spunti di alcun tipo, dato che gli arrangiamenti sono al più sottolineature prescindibili.

(05/07/2016)

  • Tracklist
  1. Liars
  2. Dandelion Wine
  3. Big Black Car
  4. The Stable Song
  5. Amsterdam
  6. Master And A Hound
  7. Saint Valentine
  8. That Sea, The Gambler
  9. Living Proof
  10. If I Go, I'm Goin
  11. Unwritable Girl
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