Letherette

Refresh

2016 (Ninja Tune) | house

Non sempre la concisione è sinonimo di una maggiore messa a fuoco, e il rischio in cui spesso s'incorre è quello di affastellare il maggior numero di idee possibili senza riuscire a svilupparne concretamente manco una. Quando invece l'equazione si dimostra valida, allora c'è quasi sempre di che rallegrarsi. Nonostante la complessiva gradevolezza, e un metodo produttivo dotato di discreta personalità, l'omonimo album dei Letherette, duo house affascinato dalla bass-music e dall'r&b anni 80, finiva per disperdere gran parte del suo potenziale gestendo il campionamento e il parco ritmi al minimo sindacale, riuscendo soltanto in ben poche occasioni a sfoderare gli artigli e a sferrare un colpo di autentica classe. Quasi tre anni dopo, e si può dire che il primo vero passo verso una maggiore pienezza d'insieme è stato compiuto: sempre sotto l'ala della Ninja Tune, "Refresh" rimette in moto la macchina creativa dei due producer in quattro tracce che mostrano una compattezza e una freschezza finora quasi inedite per il progetto. Se il ventaglio stilistico si fa poi un po' meno ampio, alla fine risulta un problema del tutto secondario.

Anche a lasciare qualche pezzo per strada (a farne le spese sono gli elementi più propriamente rimandabili alla sfera bass, tra i tanti del loro bagaglio espressivo), il duo rincara la dose e punta a perfezionare la propria formula, archiviando sbalzi e discrepanze per un lavoro che scopre nel ritmo formidabili potenzialità collanti, atte a trasportare il nucleo fondante della musica della coppia come mai prima d'ora sul dancefloor. Laddove prima la house-music spesso era più una questione di percezione che di reale attinenza sonora, nei quattro episodi di "Refresh" l'attribuzione al genere può definirsi netta sotto ogni aspetto, per non dire esclusiva, capace di assorbire le attenzioni di Andy Harber e Richard Roberts al punto da indurli a mostrare a tratti una veste più classica, non necessariamente legata a strette contingenze temporali.
Se quindi "Look No More" guarda con interesse alla Uk-garage, forte di un'eleganza e di una sensibilità (nel trattamento dei sample quanto nel controllo del beat) che lo spento mestiere del secondo album dei Disclosure non saprebbe lontanamente riprodurre, la preferenza va per un taglio funky e atmosferico, lontano dagli sperimentalismi propri del filone abstract, ma neanche propriamente orientato a mostrare una reale attitudine pop.
In questa ampia terra di mezzo, c'è comunque sufficiente spazio perché i Letherette si muovano nella più piena libertà, ora intensificando la corrispondenza tra campioni e produzione ("Don't Think About Me" pare a tratti quasi un aggiornamento del synth-funk anni 80 alla luce della nu-house più ipnotica e seducente), ora invece puntando del tutto sul ritmo e le sue innumerevoli possibilità (notevole il pulsare in fascia deep di "Without You").

La presa di posizione di "Refresh" dà in conclusione nuovo respiro alla firma Letherette, privata di ogni forma di filler downtempo e incentrata, con tutte le variazioni del caso, nella riscoperta di un linguaggio di cui già anni addietro avevano mostrato buona padronanza. Alla volta del prossimo album, si spera che queste quattro tracce possano dare una buona previsione di cosa sia lecito attendersi.

(16/03/2016)

  • Tracklist
  1. Rayon
  2. Look No More
  3. Without You
  4. Don't Think About Me


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