Michael Nau

Mowing

2016 (Suicide Squeeze) | folk-pop, songwriter

Il nome di Michael Nau è stato legato in passato a ben tre diversi progetti discografici, dopo aver sciolto la band dei Page France, il musicista americano ha dato vita ai Cotton Jones e ai The Broadway Hush, ma mentre dei secondi restano tracce sparute (tre singoli con l’artwork di Richard Swift) i primi vantano un trittico discografico da cult-status.
Il matrimonio, un figlio e una gravidanza in corso per la sua compagna Whitney McGraw (presenza costante anche nella carriera artistica) hanno messo in pausa l’attività di Michael Nau, che dopo sei anni di silenzio sceglie di affrontare il pubblico con il suo nome e cognome e un progetto intitolato “Mowing”.

Le undici tracce dell’album provengono da periodi creativi diversi, spesso sono canzoni che l’autore ha ritenuto poco adatte ai Cotton Jones, nonostante restino amabilmente dalle parti di quel songwriting folk psichedelico leggermente baroque-pop delle sue precedenti avventure discografiche.
Le gentili e quasi familiari note iniziali di “While You Stand” possono indurre l’ascoltatore a credere che “Mowing” sia l’ennessimo esemplare di cantautorato folk-pop, al contrario le undici tracce sono sottolineate da un fascino alieno e originale, frutto di arrangiamenti esotici ed eccentrici che tratteggiano un insolito pop psichedelico da assolata spiaggia hawaiana.

“Mowing” è come un album fotografico virato seppia, o un quadro astratto dai colori poco definiti, la musica resta tratteggiata, quasi scomposta, tra arpeggi di chitarra smorzati e mellotron fluttuanti (“Smooth Aisles”), nonché anomali folk-pop intrisi di bossa nova e atmosfere caraibiche (“Maralou”).
Anche drum machine e chitarre elettriche suonano morbide e vellutate (“The Glass” e “Your Jewel”), a volte Nau rinuncia al canto (“Mow”) ma custodisce con cura il tenore poetico e descrittivo delle canzoni senza cedere alla banalità: folk, pop, country, soul e gospel sono avvolti da un manto psichedelico e da una squisita versatilità vocale.

La voce passa da toni da crooner a esuberanze beat senza alcuno sforzo apparente, la musica è spesso evanescente (“So, So Long”), a volte retrò (“In There“), a tratti evoca la delicatezza folk-psych di George Harrison (“Unwound”), senza perdere in originalità e carattere.
Al singolo “Winter Beat” (scritta ben 6 anni fa) spetta il compito di catturare il sonnacchioso pubblico del web con un grintoso mix di ritmo e mellotron, mentre alla più intensa “Good Moon” è affidato il compito di elevare il pathos emotivo, con un crescendo lirico che scardina il minimalismo lirico e sfiora il songwriting folk più puro.

Con “Mowing” il musicista americano conferma le sue credenziali di compositore raffinato e originale, ma apre anche prospettive future. Forse Michael Nau è pronto a lasciarsi alle spalle il suo status di musicista cult, ed è una notizia molto positiva.

(25/02/2016)

  • Tracklist
  1. While You Stand
  2. The Glass
  3. Smooth Aisles
  4. Your Jewel
  5. Maralou
  6. Mow
  7. So, So Long
  8. Winter Beat
  9. Good Moon
  10. Unwound
  11. In There


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