Papernut Cambridge

Love The Things Your Lover Loves

2016 (Gare du Nord) | pop-rock

Anche se alle nostre latitudini sono ancora pressoché sconosciuti, i Papernut Cambridge sono una delle formazioni più prolifiche della nuova stagione inglese. Considerando questo “Love The Things Your Lover Loves”, siamo a quota quattro pubblicazioni in appena quattro anni, cifra alla quale bisogna aggiungere anche una recente raccolta di cover intitolata “Nutlets 1967-80”. Insomma, non si può certo dire che il collettivo che ruota attorno a Ian Button – che i più ricorderanno nei panni di chitarrista di fiducia dei Death In Vegas – ci vada piano con le pubblicazioni.
Di buono c'è che, a fronte di una tale quantità di uscite concentrate in breve tempo, anche la qualità della proposta appare sempre all'altezza. Per un progetto che pretende di farci credere di essere stato partorito nel 1980 per avviare la produzione soltanto nel 2013 (una panzana bella e buona, ovviamente), la parola vintage non è un pretesto, bensì un modo di pensare e scrivere musica. In una scaletta che riserva sorprese a ogni svolta, il collettivo del Kent si abbevera a modo suo alle diverse fonti del pop e salta a piacimento dagli anni Cinquanta al britpop.

Non è però un juke-box delle più disparate influenze ciò che i Papernut Cambridge vogliono ricreare. Ogni stile e influenza è rimasticata e buttata fuori in un modo molto personale e autarchico, cosicché ogni riferimento salta per aria e non resta che prendere atto che questa scaletta prende spunto da più parti senza aderire ad alcuna.
Certo, il meglio di se stessi gli inglesi lo danno nei passaggi più melodici del repertorio, partendo da una “Love The Things Your Lover Loves” che bazzica dalle parti dei Teenage Fanclub per arrivare a una “Mirology” che sta a mezza strada tra i Big Star e Grandaddy. Nel mezzo, quale assoluta vetta dell'album, il gioviale pop smaccatamente brit (vengono in mente anche i Divine Comedy) di “Chartreuse”, dedicato al celebre liquore francese.

C'è inoltre una forte componente psichedelica nel sound dei Papernut Cambridge, un lato che emerge con forza nella narcolettica “I Promise You”, nella surreale folk ballad “St. Nicholas Vicarage” (altro apice di questo lavoro) e infine nella coda spaziale di “Kardashev Fail”. Talvolta, i Papernut Cambridge sembrano semplicemente voler giocare con richiami più o meno distanti, tirando in ballo il pop settantiano (“The Lady Who Told A Lie”), architettando ibridi glam-rock'n'roll (l'orecchiabile “Radio”), imbastendo straniti capitoli country (“Spell It Out”). E stranito è anche l'inno auto-celebrativo “We Are The Nut”, evitabile chiosa college-rock che nulla aggiunge – ma eventualmente qualcosa toglie – a un lavoro poliedrico e perlopiù decisamente gradevole.

(17/05/2016)

  • Tracklist
  1. Love The Things Your Lover Loves
  2. The Lady Who Told A Lie
  3. I Promise You
  4. Radio
  5. Chartreuse
  6. Them
  7. Mirology
  8. St. Nicholas Vicarage
  9. I'm Stranded
  10. Spell It Out
  11. Kardashev Fail
  12. We Are The Nut


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