Slow Club

One Day All Of This Won't Matter Anymore

2016 (Moshi Moshi) | pop

Fin dagli esordi (“Yeah So” 2009) Charles Watson e Rebecca Taylor hanno conquistato le simpatie di pubblico e critica, grazie a una musica nu-folk a tratti imprevedibile, a volte tenera e accorata come un disco della Sarah Records e parimenti intrisa di soul stile Motown (“Paradise”).

Dopo il successo del terzo album “Complete Surrender”, il duo di Sheffield si è preso una pausa, realizzando un progetto di cover version, “ I Swam Out To Greet You”, manifesto ancor più esplicito del suo amore per la musica pop americana, con brani di Eagles, Bob Dylan, Neil Young e Burt Bacharach mescolati con Pulp e Arthur Russell.
“One Day All Of This Won’t Matter Anymore” fa un passo ancor più deciso in questa nuova direzione, spostando anche la produzione in America, esattamente in Virginia, nei famosi studi di registrazione Spacebomb Studios.
La produzione di Matthew E White incrocia l’opera più ambiziosa del duo, ripulendo il sound di quell’aura indie-folk dei primi due album e introducendo rischiose soluzioni Aor. 
Il duo sembra più concentrato sugli arrangiamenti, la musica evoca più i Fleetwood Mac che i Belle And Sebastian, rischiando di scontentare i fan, senza catturarne in converso dei nuovi.

“One Day All Of This Won’t Matter Anymore” è comunque un atto d’amore verso il pop più raffinato, che il duo, nonostante alcune leggere cadute di tono, porta a termine con classe.
Rebecca Taylor si candida novella Maria Mc Kee, mentre Charles Watson si abbandona ai languori della steel-guitar, mettendo a segno almeno un paio di canzoni irresistibili, come la briosa “In Waves” e il lento funky-soul di “Come On Poet”.
Le atmosfere sixties di “Give Me Some Peace”, il rock radiofonico anni 70 di “Champion” e il delizioso beat moderato di “Ancient Rolling Sea” condensano con intelligenza il meglio della musica Fm americana, mentre il perfetto incastro melodico e ritmico di “Sweetest Grape On The Wine” e il gospel-surf-pop di “Rebecca Casanova” dimostrano che il gruppo non ha perso smalto, ma ha solo cambiato il suo scenario pop di riferimento.

Il quinto album dei Slow Club è forse il più ambiguo della loro discografia, un disco altalenante ma sincero, un progetto che necessità di ascolti più attenti per poter esternare il suo fascino. Registrato dal live in studio senza sovraincisioni, “One Day All Of This Won’t Matter Anymore” apre nuovi orizzonti per il duo, se Rebecca e Charles riuscissero a mettere a frutto questa esperienza americana, potrebbero finalmente realizzare la loro opera maestra.

(22/10/2016)

  • Tracklist
  1. In Waves
  2. Silver Morning
  3. Come On Poet
  4. Sweetest Grape On The Vine
  5. Give Me Some Peace
  6. Rebecca Casanova
  7. Tattoo Of The King
  8. The Jinx
  9. Champion
  10. Let The Blade Do The Work




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