Spidergawd

III

2016 (Crispin Glover Records) | hard-psych

Tre dischi in tre anni: è questo il risultato messo a segno dalla compagine scandinava, insediatasi agilmente fra gli alfieri della nuova nidiata di rocker duri e puri provenienti dalle fredde terre del nord.
La presenza di Bent Saether e Kenneth Kapstad, niente poco di meno che due terzi dei Motorpsycho, è soltanto il trascurabile dettaglio di un progetto che ormai brilla di luce propria, in grado di ritagliarsi una nicchia di assoluta riconoscibilità pur maneggiando materiale inguaribilmente retromane.

La più grande (e peraltro unica) pecca riscontrabile nell’incensatissimo “III” risiede proprio nell’ostinazione degli Spidergawd di rastrellare nel passato, riproponendo all’infinito formule iper-sfruttate già decenni fa, senza riuscire (ma trattasi di un’evidente scelta estetica) a sviluppare il benché minimo spunto personale o “innovativo”.
L’incresciosa somiglianza con certo heavy-metal di matrice eighties, peraltro fuori tempo massimo dal punto di vista dei suoni (“El corazon del sol”, “Picture Perfect Package”) è mediata dalle più riuscite puntate verso l’hard-psych di derivazione seventies (“The Funeral”, “No Man’s Land”).

Detto degli aspetti, diciamo così, derivativi, gli Spidergawd macinano comunque che è un piacere, e tutti coloro che sono cresciuti sfogliando le pagine di HM troveranno da queste parti pane per i propri denti e canzoni per le quali tornare a gioire.
Il disco è lungo il giusto, circa 37 minuti densi di chitarroni e tecnicismi di assoluto rilievo, raggiunge l’apice creativo nei tre atti della conclusiva “Lighthouse” (dei quali il secondo assolutamente da antologia), e persino l’orecchiabilità in “Best Kept Secrets”, una sorta di fusione fra Queens Of The Stone Age e Foo Fighters, condita dal sassofono di Rolf Martin Snustad.

Gli Spidergawd non cercano mezze misure, puoi amarli oppure odiarli, ma di sicuro con i tre album realizzati finora (intitolati, probabilmente non a caso, come quelli degli Zeppelin…) si attestano nella cerchia delle band che cercano di rinvigorire un genere musicale maturo e piuttosto avaro di novità negli ultimi anni.
Pur essendo un side project nato da un divertissement occasionale, con il minimo sforzo si è imposto fra i migliori al mondo del nuovo millennio in ambito hard-psych: la sensazione è che il bello debba ancora arrivare…

(22/02/2016)

  • Tracklist
  1. No Man’s Land
  2. El corazon del sol
  3. Best Kept Secrets
  4. The Funeral
  5. Picture Perfect Package
  6. Lighthouse, Pt. 1
  7. Lighthouse, Pt. 2
  8. Lighthouse, Pt. 3
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