SULK

No Illusions

2016 (Perfect Sound Forever) | alt-rock, madchester

Un fenomeno epocale come il Madchester troverà posto quasi sempre nella memoria della musica indipendente inglese. Quello che ci chiediamo è però come si possa rigenerare un sound che ormai ha fatto il suo tempo, il suo bellissimo tempo.
A questo di sicuro non ci pensano i SULK, che manovrano più negli interessi della forma-canzone che non nell'innovazione del suono.
L'ultimo disco degli Swim Deep, "Mothers", suona già più personale e nuovo dell'ultima fatica dei SULK, per rimanere in questo ambiente. I SULK hanno invece chiari i riferimenti, i Charlatans su tutti.

Già nell'esordio "Graceless" la band riusciva a cucire ottimi ricami pop attraverso l'impermeabilità del sound che trasmetteva sicurezza all'ascoltatore.
E da questo punto di vista non si può non notare la vicinanza con la band capitanata da Tim Burgess. L'impasto sonoro dei Charlatans è sicuramente modellato per le necessità dell'Hammond, mentre i SULK non utilizzano tastiere.
La botta di energia dell'apripista "Black Infinity (Upside Down)" ha i contorni epici che musica del genere merita: la batteria che incede trionfale e i ricami mielosi della chitarra ci danno una bella lezione sul genere.

Il sitar iniziale di "The Only Faith Is Love" mira alla classicità e ci fa sognare attraverso le impetuose chitarre dei Ride dei tempi d'oro, "No Illusions" ha lo splendore pop dei Charlatans, "Drifting" è la più ondeggiante del lotto.
"One Day" è il momento di svolta dell'album, la chiusura ideale di una facciata, che rammenta quanto sia importante la scrittura dei brani. Ci troviamo di fronte a una riproposizione della musica beat, ma annebbiata dalla stratificazione delle doppie chitarre, una che mira al jingle-jangle dei Byrds e l'altra di stampo indie-shoegaze che riempie il muro del suono.

Fino a qui si è trattato di un disco che eccelle più per la qualità dei brani che per l'intransigenza di dover apparire musicalmente superiore, i SULK vivono nel passato, ma se scrivono "Past Paradise" il segnale è chiaro, il talento compositivo di certo non manca. Distorsioni e fantasmi dell'Hacienda rivivono per un minuto, ma la composizione è davvero interessante: il basso, mai pulsante come in questo caso, ci fa scivolare nella trama musicale ancora più avvincente di "No Illusions". 
Mentre "Queen Supreme" scivola via senza particolari pretese, "Love Can't Save You Now" - seppure non brilli per originalità - ha un mood interessante e piacevole.

Gli ultimi due brani, invece, hanno una melodia ancestrale celata dal muro di chitarre, e se "The Tape of You" sembra piena di rimpianti, "Another Man Fades Down" ha il merito di tener testa ai Verve più assordanti di "A Storm in Heaven".
Non sarà perfetto in tutti gli aspetti questa seconda prova dei SULK, ma una manciata di canzoni memorabili ce l'hanno regalata anche a questo giro.

L'esordio uscito tre anni fa aveva lasciato bei pezzi come "Wishes", "Back in Bloom" e "Flowers", ma questo lavoro è forse superiore.
Se i nomi fatti fino ad ora sono nei vostri radar abituali, "No Illusions" può essere il disco ideale per un pomeriggio trascorso sul prato a prendere il sole.

(20/04/2016)

  • Tracklist
  1. Black Infinity (Upside Down)
  2. The Only Faith Is Love
  3. No Illusions
  4. Drifting
  5. One Day
  6. Past Paradise 
  7. Queen Supreme
  8. Love Can't Save You Now
  9. The Tape Of You
  10. Another Man Fades Dawn


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