Dark Ages

A Closer Look

2017 (Andromeda Relix) | progressive, heavy-prog

L'epopea progressive dei Dark Ages parte nel lontano 1982 quando Simone Calciolari fonda il gruppo chiamandolo inizialmente Moth Killers. Da questa data, passeranno tuttavia molti anni e si arriverà ben al 1991 prima di giungere alla pubblicazione del disco di esordio "Saturnalia". Dopo una lunga pausa seguita da diversi cambi di line-up, la band trova poi la propria omeostasi nel 2008, quando inizia a lavorare a un'opera-rock divisa in due dischi, ispirata dal nome di un guerriero assiro ("Teumman") e portata in scena con l'ausilio di una compagnia teatrale. Giunti in questo 2017 con una rinnovata formazione (di cui l’unico superstite è proprio Calciolari), la band veronese dà alle stampe "A Closer Look" per la Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa, un concept-album basato sui ritmi alienanti della quotidianità, che vuole essere un monito e un invito a guardare le cose - appunto - più da vicino.

Oltre a Calciolari alla chitarra, nell'attuale formazione troviamo anche il cantante Roberto Roverselli (autore di tutti i testi), la tastierista Angela Busato, il batterista Carlo Busato e il bassista Gaetano Celotti. Una line-up esperta e bilanciata che, complice un ottimo lavoro in fase di produzione, riesce nell'impresa di risultare convincente e fresca nella sua commistione tra prog, metal e hard-rock. A colorare il loro sound, ci pensano nel corso del disco anche alcuni special guest come il fotografo Paul Crespel (che presta la voce narrante a “Fading Through The Sky”) e il mirabolante sax di Enrico Bentivoglio (“Against The Tides”).
Niente di nuovo sul fronte occidentale: gli schemi da cui attingono i Dark Ages sono infatti quelli del periodo d'oro del progressive italico e britannico, non mancando di deviazioni più propriamente metal, come è il caso della title track posta in apertura del disco. Ogni traccia supera almeno i cinque minuti di orologio, riuscendo nell'arduo compito di tener viva l'attenzione dell'ascoltatore anche nei passaggi strumentali più intricati, che risultano sempre appassionanti seppur in qualche occasione forse troppo derivativi.

Tra le tracce più riuscite del conio, troviamo "Yours", in cui la chitarra e le tastiere strappano il calendario e ci riportano con leggiadria negli anni Settanta, tra melodie orecchiabili e impetuose rapsodie. Come ogni album prog che si rispetti, c'è poi spazio per una suite ("At The Edge Of Darkness") e una istronica ballad adornata dal sax ("Against The Tides"), in cui la sinergia tra gli strumenti risulta particolarmente apprezzabile.
A chiudere il disco ci pensano infine le tastiere bellicose di "The Anthem" e il recitativo enfatico di “Fading Through The Sky”, due brani che ricordano entrambi i momenti più sinistri di "Metropolis Pt. 2: Scenes From A Memory" dei Dream Theater

(30/11/2017)

  • Tracklist
  1. A Closer Look
  2. Till The Last Man Stands
  3. Yours
  4. At The Edge Of Darkness
  5. Against The Tides
  6. The Anthem
  7. Fading Through The Sky
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