Gonjasufi

Mandela Effect

2017 (Warp) | art dub-rock

Non un mero disco di remix, per lo sciamano del Nevada, ma un contenitore di tredici tracce e tre brevi intermezzi strumentali che raccoglie alternative version e outtake utili a leggere sotto una diversa prospettiva il recente e apprezzato "Callus", oltre a qualche chicca inedita, come la narcotica cover di "Show", un brano ripreso da "Out Of Season", album condiviso fra Beth Gibbons dei Portishead e l'ex-Talk Talk Paul Webb nel 2002.
Molti gli ospiti di rilievo chiamati a nobilitare il progetto, fra i quali spiccano i nomi di Daddy G dei Massive Attack, perfetto nel rendere potentissima "Your Maker", e il leggendario percussionista nigeriano Tony Allen (una colonna dell'afro-beat a fianco di Fela Kuti, ma presente anche nella creatura voluta da Damon Albarn The Good, The Bad And The Queen) in "Etherwave".

Gonjasufi in "Mandela Effect" ripropone la personale ricetta basata su contaminazioni e lucida follia, affacciandosi in territori hip-hop ("Afrikan Spaceship", nella versione rivisitata dal rap duo Shabazz Palaces), architettando scenari proto-dub ("Maniac Depressant"), presentando parentesi di cantautorato acustico deviato ("The Conspiracy", e in questo caso il remix parrebbe quello contenuto in "Callus"), avanguardismo etnico (la "Afrikan Spaceship" riletta da Ras G Ghettoscifi), dub psichedelico ("Vinaigrette") e derive cosmiche ("The Kill"), fino alle decadenti atmosfere wave rappresentate in "When I Die".
Le tracce che meglio si prestavano a un'operazione di restyling sono state sottoposte a diversi trattamenti, sempre nell'ottica di destrutturare composizioni già di per sé tutt'altro che lineari, arrivando non di rado a migliorare il già egregio materiale di partenza.

In tutto questo Gonjasufi riesce nell'intento di preservare intatta l'innata capacità di apparire singolare pur restando in territori di relativa fruibilità, sdoganandosi dall'obbligo di doversi sentire obbligato a raggiungere certe ostinate derive tipiche di chi pretende di stupire a tutti i costi.
Il risultato finale conferma l'altissimo livello qualitativo al quale il guru ci sta abituando, lavori che con tutta probabilità saranno visti come avanguardistici anche (e forse ancor di più) fra qualche anno, sui quali tanti musicisti presenti e futuri - statene certi - spenderanno più di qualche giornata di studio. Non fosse un disco basato su reworking di materiale già edito, avrebbe avuto tutto il diritto di portarsi a casa anche un mezzo punticino in più.

(23/05/2017)

  • Tracklist
  1. (X) (Intro)
  2. Show
  3. Your Maker (Daddy G remix)
  4. Afrikan Spaceship (Shabazz Palaces Rework)
  5. Maniac Depressant (Perera Elsewhere Remix)
  6. When I Die (IMD Remix)
  7. (Y) (Interlude)
  8. The Conspiracy (Santino Romeri Remix)
  9. Your Maker (Anna Wise Remaker)
  10. Afrikan Spaceship (Ras G Ghettoscifi Remix)
  11. Maniac Depressant (Innyster Remix)
  12. Vinaigrette (Dave Parley Remix)
  13. Afrikan Spaceship (King Britt Rework)
  14. The Kill (Moor Mother Remix)
  15. Etherwave (Feat. Tony Allen)
  16. (Z) (Outro)
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