Nineleven

Uno sporco trucco

2017 (End Of Silence) | doom metal

La tregua di Natale del 1914 fu un evento spontaneo che avvenne su più fronti, dove i soldati per una notte (in alcuni casi fino a Capodanno) sospesero le ostilità e fraternizzarono in una sorta di tregua temporanea, durante la quale scambiarono “doni” quali bottoni di giubbe, alcol, tabacco e ogni sorta di viveri col nemico per una notte, giocando a calcio e intonando carole natalizie, raccogliendo morti e feriti nella terra non ancora conquistata: quella di nessuno. Gli eventi vennero occultati dalla stampa europea e condannati da tutti i comandi come atti di codardia e insubordinazione.
(Estratto dal booklet di “Uno sporco trucco”)

Possente album d’esordio per una nuova compagine di casa nostra che va a occupare con autorevolezza la difficile nicchia del doom-metal strumentale. I Nineleven, traggono il nome dalla tragedia delle Torri Gemelle e affrontano in maniera dura e cruda l’argomento bellico in questo concept scritto pensando ai terribili avvenimenti della Prima Guerra Mondiale.
Due terzi dei Nineeleven li avevamo già incrociati su queste pagine come membri di altre band: Luciano “Gux” Robibaro, chitarra, synth e mente del gruppo (ma ha curato anche registrazioni e mixing), era presente nelle scorribande hard-psych degli Elephante, mentre Antonio Perci è dietro le pelli nel progetto alt-rock Sexy Cool Audio, attualmente in naftalina; in questa nuova esperienza con loro c’è anche il bassista Ivan Noce.

Non esistono spiragli di speranza in queste nove rocciose tracce, non c’è luce del sole che possa intervenire a spezzare una realtà fatta di sanguinose battaglie e fosse comuni: il destino è segnato per tutti, da “Nella terra di nessuno”, che vuole ricordarci la Tregua di Natale del 1914, a “Le stanze della Morte”, i bordelli dove le prostitute venivano bestialmente sfruttate, c’è solo buio, oblio e disperazione.
Dal punto di vista musicale il trio laziale attinge a piene mani dall’esperienza di Black Sabbath, Neurosis, Melvins, Nine Inch NailsSunn O)))Type O Negative e King Crimson - gran bel parterre – e dichiara di aver tratto ispirazione dagli scritti dal fronte di Giuseppe Ungaretti, dal capolavoro di Ernest Hemingway “Addio alle armi” e dal romanzo di formazione “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Marie Remarque. Nel booklet immagini di guerra, riflessioni su quegli avvenimenti e spunti che hanno portato alla composizione del materiale si susseguono lasciando un indelebile senso di vuoto e disperata alienazione.

Alla fine della corsa, “Uno sporco trucco” ci consegna con forza e decisione una nuova band capace di assemblare un lavoro solido a compatto, un monolite in grado di coniugare le cadenze doom con le asprezze stoner, noise e industrial (ma anche qualche frangente vagamente prog), senza privarsi dell’ausilio dell’elettronica, candidandosi a diventare tappa fondamentale per gli amanti del genere.
Non siamo distanti dall’integrità di Zu e Fuzz Orchestra, giusto per citare un paio di paragoni italiani. Come nel loro caso, la componente quasi esclusivamente strumentale ne alimenta il respiro internazionale e la conseguente esportabilità.

(22/04/2017)

  • Tracklist
  1. Nella terra di nessuno
  2. Gioventù di ferro, tombe di terra
  3. Mio fratello è il peggior nemico
  4. La battaglia di Verdun
  5. Caporetto
  6. Fuga dalla vita
  7. Pane, Pace, Libertà
  8. Homo Bellicus
  9. Le stanze della Morte


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