PoveroAlbert

Ma tutto OK

2017 (Libellula) | alt-rock

Presto o tardi qualcuno scriverà iperbolicamente che tutti coloro che acquistarono "Ok Computer" dei Radiohead hanno formato una band. I PoveroAlbert nascono così, da una tribute band agli androidi di Yorke a un disco di inediti e un live di apertura ai Fast Animals and Slow Kids.

Malgrado il curioso nome di questa giovanissima formazione casertana trovi le sue motivazioni in un riferimento al "povero" Einstein e alla sua sempre polemizzata teoria della relatività, quando l'ho letto la prima volta mi è tornato in mente un altro Albert. Il discepolo intellettuale del celebre fisiologo russo Ivan Pavlov è stato certamente lo statunitense John Watson, i cui studi sul condizionamento comportamentale sono alla base della moderna psicologia. Il luminare, ma anche decisamente cinico, Dott. Watson diede luogo a un esperimento nel 1920 collocabile ben al di là di quello che oggi è considerato eticamente corretto nella ricerca scientifica: scelse un bambino orfano di circa un anno, di nome appunto Albert, cui procurò - attraverso una serie di condizionamenti ambientali (stimoli) - l'insorgenza di una reale fobia per topi e affini. L'obiettivo dello scienziato era dimostrare che emozioni quali la paura fossero generate da influenze esterne; vi riuscì facendo associare al "povero Albert" la visione di un topino bianco a un violento rumore. Il bambino generalizzò presto i due stimoli (uno neutro, cioè il roditore, e uno fastidioso, il rumore), sviluppando una fobia per qualsiasi cosa fosse bianca e pelosa. Un esperimento decisamente crudele, che facilmente si ricollega ai mostri di cui si parla nei testi di questo debutto "Ma è tutto OK": un titolo che sarebbe la meritata consolazione per la piccola vittima dello psicologo, oltre che la frase che tutti vorremmo sentirci dire quando siamo preda delle nostre paure.

L'influenza dichiarata del quartetto campano è l'indie-rock internazionale, ma il risultato ha un sapore molto più italico di quanto si possa credere. Apre il disco una cavalcata di chitarre new wave appartenenti alla interamente strumentale "Intro", evidenziando sin dalle prime battute che i PoveroAlbert non scherzano in termini di qualità compositiva. Cambia rotta, anche troppo repentinamente, "Fallimento", la quale spicca per un testo curato e sensatissimo, un accordo acustico che ricorda i Delta Sleeps, ma ancor di più per la sezione ritmica assolutamente non banale (e scopro che dietro le percussioni c'è il batterista dei Gomma che dimostra un certo talento).
Da "Disparirò" in poi emerge qualcos'altro. L'ingresso patinato di tastiera fa spazio alla voce di Gianpaolo Maesano che sussurra "Forse disparirò/ Prima di te/ Serpe nuda/ Colpa non avrò/ Se salto giù/ Assurdo dirai", facendo tornare subito in mente l'intro dai toni analoghi di "Nuotando nell'aria" dei Marlene Kuntz. Le esplosioni gridate, ma senza scomporsi eccessivamente, hanno un retrogusto di primissimi Verdena, mentre la chiusura recupera le percussioni di "Tessellate".

Dunque, la solita roba, vi chiederete? Non esattamente. È chiaro, siamo dinanzi a un debutto, che come tale è ancora sottoposto all'auctoritas dei propri maestri. Tuttavia, ciò che permette ai PoveroAlbert uno scarto rispetto alla poltiglia autoprodotta è l'aver sapientemente combinato delle sonorità caratteristiche dell'indie-rock italiano a cavallo tra 90's e inizio anni Zero (per intenderci, Verdena, Marlene Kuntz e qualcosa anche dai Giardini di Mirò), con ammiccamenti alle melodie crossover di certi Alt-J. Non che sulla nostra penisola non ci siano già passati i Verdena di "Endekadenz" o i primi Julie's Haircut, ma è l'attitudine al lasciarsi ascoltare e a farsi ricordare che colpisce di questo album, pur permettendosi passaggi persino math (si veda la chiusura esplosiva di "Un altro Ade").
Anche una buona flessibilità contraddistingue il susseguirsi dei brani: si va dai momenti post-rock di "Avvolte" alle ballad acustiche, come "Canzone per la tua sicurezza" (proprio sul tema delle paure), a ibridi di genere, quale "Non teme nulla", con la sua prepotenza post-hardcore.

Tra lyrics introspettive e alienanti e un indie-rock che vorrebbe risultare sperimentale, ma ancora non lo riesce a essere del tutto, i PoveroAlbert passano la prova per un'indubbia capacità nel maneggiare gli strumenti e per la voglia di mettersi in gioco, collocandosi senza spocchia alcuna nella ormai non più nicchia sonora dell'alternative-rock italiano, con un sound internazionale e dei testi capaci di scandagliare sensazioni ed emozioni decisamente mature, nonostante la giovane età della band.

(29/05/2017)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. Fallimento
  3. Disparirò
  4. Canzone per la tua sicurezza
  5. ()
  6. Ade
  7. Un altro Ade
  8. Avvolte
  9. Non Teme Nulla
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