Quinta

The Quick Of The Heart

2017 (Self Released) | experimental, chamber-folk

Pluristrumentista, compositrice, collaboratrice di artisti come Bat For Lashes, Lou Rhodes, Radiohead, Patrick Wolf e Penguin Café, oltreché membro del collettivo artistico Collectress, Quinta è un'artista londinese impegnata anche sul fronte della musicoterapia applicata ai pazienti in terapia intensiva; ha inoltre collaborato con il circo acrobatico femminile Mimbre, ha scritto colonne sonore per adattamenti cinematografici e televisivi di opere di Jorge Luis Borges e William Shakespeare, e ha lavorato anche a un progetto sull'immigrazione "Music In Detention", oltre ad aver composto un'infinita serie di musiche per balletti.

A questo profilo artistico corrisponde una discografia ancora esigua ma interessante, dove folk e neoclassica si amalgamano con toni minimalisti eppur lussuosi, tra esotici intrecci di violino, glockenspiel, ukulele, viola, clarinetto, melodica, piano e tastiere. La struttura è simile a quella della musica da camera, con una predominanza netta di pianoforti, tastiere e organi, che prendono il sopravvento sugli archi, questi ultimi protagonisti indiscussi del precedente album del 2009 "My Sister, Boudicca", che si sviluppava su timbriche più nervose e spigolose.

In "The Quick Of The Heart" la musicista lascia fluire il lirismo con più delicatezza, senza mai farsi catturare dall'estetica del romanticismo, anzi esibendo un delizioso mood noir ("Embryo"), e un'articolata struttura armonica ("Guido"), lambendo con classe i confini del pop ("Astragal -The Most Wonderful-"). Ridondanza e artificiosità vengono altresì evitate affidandosi al naturale suono degli strumenti, che creano dei delicati landscape, privi di quelle angeliche armonie che incauti folk singer spacciano per art-folk ("Blood"). Le canzoni si susseguono come fotogrammi di un'unica rappresentazione visiva, autonome nella loro unicità e perfettamente calibrate nella loro suggestione d'insieme, tra echi di Philip Glass ("The Morning After St. Jude"), involontarie citazioni pop in salsa Penguin Café ("A Tutorial For Little Karen") e pregevoli derive elettroniche ("Morning Reckonings").

Complesso, lussuoso, altresì gracile eppur maestoso, "The Quick Of The Heart" non è uno di quei dischi nati per riempire un vuoto produttivo. Il delizioso virtuosismo pianistico di "Lightning Trees", la rarefazione lirica ricca di contrappunti di "Subsong" e il canto fuori tono della criptica e tragica "An Elf Ring", sottolineano un profilo creativo fuori dalle righe.
Incantevole.

(21/09/2017)

  • Tracklist
  1. The Morning After St. Jude
  2. Astragal (The Most Wonderful)
  3. Guido
  4. Embryo
  5. Blood
  6. Morning Reckonings
  7. Lightning Trees
  8. Subsong
  9. An Elf Ring
  10. A Tutorial For Little Karen


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