Sothiac

Erebia Christi

2017 (autoproduzione) | psych-rock, avantgarde

Muniti di moniker anglosassoni ma in realtà italianissimi (milanesi), Patrizia "Pat Moonchy" Colombo (voce, elettronica) e Lucio "Lucky" Liguori (chitarra), Sothiac esplorano le congiunzioni tra le affabulazioni canore di Diamanda Galás, i Popol Vuh del periodo "Hosianna Mantra" rivisitati dalle intonazioni enigmatiche dei Charalambides e certune istanze avanguardistiche nostrane incarnate dagli Albergo Intergalattico Spaziale.

"Sothis" (2016) è una prima prova ancora di gruppo. Il successivo "Erebia Christi", invece, rimarca le due personalità. Colombo, in particolare, spadroneggia in due componimenti lunghi e ambiziosi. L'avvio di "ON" (tredici minuti) è un'allucinazione che evoca, a scelta, un pendolo da cerimoniale, un nugolo tossico di percussioni ed elettronica, o i riverberi della "Astronomy Domine" dei Pink Floyd. Tutto si distende in una landa esoterica di rifrazioni ed echi, finché (cinque minuti) gorgheggi stregati e urli strozzati cercano di agitare le forze, pur non arrivando a un vero climax. La stessa avanguardia a tecnica mista pervade i nove minuti di "Shemu". L'andazzo stavolta è ancora più primordiale, da suono assoluto, con la voce sopranista che cerca di perforare le viscere del cosmo a suon di sovracuti irreali.

Fin qui c'è un precipuo coraggio che osa sul serio, trascende i modelli di riferimento e immerge l'ascolto in un'atmosfera veracemente spettrale, anche se lo svolgimento sembra spesso procedere per inerzia non affondando il colpo quando dovrebbe. Il canto si approssima al free-jazz ultraterreno di Marion Brown e i fondali sfumano i tratti, sfuggono di continuo. Una promenade niente male in una dimensione altera. Tre brani più brevi e fiabeschi appartengono invece ancora al disco precedente, dipinti viepiù dagli arpeggi di Liguori, una title track tutta toni in cascata a mo' di stelle cadenti, una romanza senza parole di fattucchiera cosmica, "Akhet", e un nuovo sortilegio Galas-iano, "Peret": un po' intermezzi e un po' riempitivi. La copertina, caso più unico che raro, riporta credits, luogo di registrazione (Amburgo), persino l'e-mail, a fronte anziché sul retro.

(12/09/2017)

  • Tracklist
  1. ON
  2. Erebia Christi
  3. Akhet
  4. Peret
  5. Shemu
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