The Surfing Magazines

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2017 (Moshi Moshi) | garage, rock'n'roll, blues

Non so se ci sia un collegamento intenzionale tra il nome della band e una frase dei Go-Betweens ("we used to get our kicks from surfing magazines"), ma mi piace crederlo, perché nella musica di questo primo progetto del supergruppo indie-pop vi è la stessa deliziosa irriverenza lirica e la stessa leggerezza armonica della band australiana.
Ho detto supergruppo indie non a caso, perché Charles Watson proviene dagli Slow Club mentre David Tattersall e Franic Rozycki sono membri dei sottovalutati e sempre prolifici Wave Pictures, a completare il batterista Dominic Brider.

Le sregolatezze sixties in chiave rock'n'roll e folk dei Surfing Magazines sono le stesse dei Wave Pictures, ma la ragion d'essere di questo nuovo combo risiede nella digressione sonora che sposta l'asse dai tardi 60 verso gli anni 70 della psichedelia, del progressive e della West Coast.
Con un pizzico di sana goliardia, i quattro si gettano a capofitto in graffianti scorribande chitarristiche, che dalla vivacità in stile Jonathan Richman ("Goose Feather Bed"), scivolano verso un trip in chiave West Coast alla Neil Young ("Voices Carry Through The Mist"), fino a elevare il tasso alcolico mescolando blues e garage-rock alla maniera dei Violent Femmes ("New Day").

Se negli anni del post-punk, alcune band come i Jazz Butcher recuperarono all'interno di strutture più moderne elementi sonori che il punk sembrava avesse rinnegato, nel 2017 i Surfing Magazines osano ancora di più, azzardando un matrimonio con le improvvisazioni irrorate di Lsd dei Grateful Dead.
Su un costante flusso sonoro da jam session in chiave psych-folk, i quattro musicisti prendono in prestito delicatezze blues ("One Of These Days") e riff garage ("Summer"), rispolverando le radici, mescolando sonorità in stile spaghetti-western ("Peeping Down"), con ingenuità in stile country-twang unte di punk-jazz e surf ("A Fran Escaped").

L'esordio del combo inglese è infine un album eccentrico, divertente: un delizioso B-movie sonoro, dove Elvis Presley banchetta con Neil Young ("You Could Never Come Too Soon"), i Doors incrociano Bo Diddley ("Sawdust In My Eyes") e i Cramps si prendono gioco di Bob Dylan ("Lines And Shadows").
Un album corroborante per il corpo e per la mente.

(15/10/2017)

  • Tracklist
  1. Sawdust In My Eyes
  2. Voices Carry Through The Mist
  3. Peeping Dom
  4. Summer
  5. New Day
  6. One Of These Days
  7. Goose Feather Bed
  8. A Fran Escaped
  9. Orange & Blue
  10. Lines & Shadows
  11. You Could Never Come To Me Too Soon




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