Tim Blake

Crystal Machine (ristampa)

2017 (Esoteric/Cherry red) | space-rock, electronics

Tim Blake è stato, insieme a Keith Emerson e a Rick Wakeman, il massimo virtuoso inglese dei sintetizzatori elettronici. Blake, però, a differenza di Emerson e di Wakeman, che sono sempre rimasti ancorati a stilemi più tipicamente rock progressive, sviluppò un proprio discorso musicale sulla falsariga dei corrieri cosmici tedeschi, riuscendo talvolta a essere addirittura preveggente su certa elettronica popolare degli anni a venire.

Il suo apporto all'interno dei Gong fu determinante. Impossibile immaginare capolavori come "Flying Teapot" (Virgin, 1973) e "Angel's Egg" (Virgin, 1973) senza le sue trame elettroniche, che davano quel forte tocco "space" alle fantasiose composizioni surreali del compianto Daevid Allen.
A partire dal 1975, Tim Blake si mise in proprio e trovò il tempo di pubblicare due preveggenti album solisti per la francese Egg, "Crystal Machine" (1977) e "New Jerusalem" (1978). In tale ambito di elettronica popolare già c'era stato il fortunato exploit di Jean-Michel Jarre, "Oxygene" (Polydor, 1976), ma "Crystal Machine" era per nulla improntato su facili motivetti classicheggianti, bensì seguiva l'esempio importante del massimo guru della musica cosmica, Klaus Schulze.

"Midnight" e "Synthese Intemporel", infatti, proseguono sul discorso intrapreso dal tastierista tedesco in "Picture Music" (Brain, 1975), mentre la più "acida" "Metro/Logic" pare essere uscita dalla mente di Manuel Gottsching. "Last Ride Of The Boogie Child" è forse il brano più preveggente, in quanto non è difficile scorgere qualche sua influenza su certa minimal-techno degli anni Novanta. Il disco si chiude con gli inquietanti borboglii elettronici di "Crystal Presence".

Inciso in parte dal vivo (con l'ausilio di Patrice Warrener alla macchina degli effetti laser) e in parte in studio, "Crystal Machine" non ebbe particolari riscontri, né di critica e neanche di pubblico. Pure il successivo album "New Jerusalem" passò del tutto inosservato.
Il difetto maggiore di Blake rimane quello di aver dato forse troppo peso alla "trovata" effettistica di studio che alla bontà vera e propria delle composizioni. Come compositore, rimane troppo spesso soggiogato dall'influenza dei suoi comprimari tedeschi.

Questa ristampa della Esoteric/Cherry Red allega, come di consueto, anche tre bonus-track: il simpatico singolo "Surf" (una canzoncina dal bislacco ritornello alla Gong) e due versioni pressoché identiche di "Synthese Intemporel".
Per i completisti, nel libretto è riportata anche una breve intervista allo stesso autore.

(07/03/2017)

  • Tracklist
  1. Midningt
  2. Metro/Logic
  3. Last ride of the boogie child (Seasalter Free Festival 1976)
  4. Synthese Intemporel (Le Palace Theatre Paris, 18/2/1977)
  5. Crystal presence

Bonus tracks:

  1. Surf (A-Side of single credited to Saratoga Space Messengers)
  2. Synthese Intemporel I
  3. Synthese Intemporel II (A & B sides of the single - released only in Spain)
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