Will Samson

Welcome Oxygen

2017 (Talitres) | alt-folk, folktronica

Se qualcuno associava il nome di Will Samson a un cantautorato al confine con la composizione elettronica/neoclassica (o addirittura viceversa), con questo "Welcome Oxygen" dovrà rivedere un po' la sua mappa mentale. Il percorso del cantautore di Oxford sembra quasi prodromico a questa uscita, in cui la marea delle sperimentazioni col sound e con la composizione sembra ritirarsi, lasciando sul bagnasciuga solo gli elementi davvero indispensabili a un fine tratteggio ambientale, utile ad amplificare l'essenza delle canzoni.
Se il 2017 è stato un anno davvero parco di dischi maturi nella costruzione (cioè poi nel suono, nella composizione e nel tema generale) ma giovani nello spirito, "Welcome Oxygen" rappresenta una delle notevoli eccezioni. E, con una regolarità ormai spaventosa, bisogna ancora ringraziare la Talitres.

Certo, dal punto di vista stilistico il disco piacerà senz'altro agli orfani del primo Bon Iver ("Forestry"), non solo per il mezzo falsetto delle interpretazioni vocali di Will, ma anche per la scrittura, che flirta con la musica nera tradizionale (la title track), riproponendola in una liturgia del tutto autarchica e introspettiva. È stato infatti un "mezzo" esilio creativo a generare "Welcome Oxygen", ovvero un breve (le tracce recano inciso nel titolo il giorno in cui sono state composte e registrate, da zero a sette) soggiorno in Portogallo (Samson ha origini per metà portoghesi e per metà indiane).
Da qui anche le sfumature della tavolozza espressiva del nostro, come dimostrano ad esempio il placido cullare del chamber-country "marittimo" di "Holy Hollow", o il bozzetto strumentale di eleganza plastica "Water Fall Driver". Ma, soprattutto, in generale la carriera di artista ambient/elettronico di Will lo aiuta qui ad acuire il senso di realismo magico che permea il disco, ricorrendo in realtà a ben pochi mezzi, come nell'iniziale "Shimmer": uno sfumato sfarfallio di pianoforte, una nota grave di violino. Bello anche il costante armonizzare a due voci, "spaziato" in modo vagamente ectoplasmico (richiamando i Timber Timbre, presenti anche come riferimento nella scrittura).

L'integrazione tra mezzo acustico ed elettronico raggiunge, in effetti, in "Welcome Oxygen" una vera comunione ("Find A Little Light"), ed è qui che Will Samson pare trovare la sua misura, il suo equilibrio. Con qualche intuizione di scrittura in più (qui piuttosto solida ma senza brani davvero memorabili) si tratterebbe di un vero capolavoro, che non è detto che tardi ad arrivare dalle mani del cantautore di Oxford.

(18/09/2017)

  • Tracklist
  1. Shimmer (Day Two)
  2. Forestry (Day Four)
  3. Welcome Oxygen (Day Five)
  4. Old Roots (Day One)
  5. Find A Little Light (Day Six)
  6. O Medo (Day Three)
  7. Water Fall Diver (Day Zero)
  8. Holy Hollow (Day Seven)
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