Beechwood

Inside The Flesh Hotel

2018 (Alive) | garage, psych-pop-rock

Accompagnato suo malgrado da un ingiusto anonimato, il garage-rock tinto di psichedelica, pop e glam del secondo album dei Beechwood ancora risuona nell’aria, ma il fervore creativo del trio di New York è in continuo movimento da quel settembre del 2017: il mese in cui è avvenuta la prima timida pubblicazione in cassetta e vinile di “Songs In The Land Of Nod”. Dopo la ristampa e una distribuzione su ampia scala agli inizi del 2018 (questa volta anche in formato cd e con un brano in più), ecco arrivare il degno seguito: “Inside The Flesh Motel”.

Con un’attitudine punk affine a quella dei New York Dolls, Gordon Lawrence, Isa Tineo e Sid Simmons (subentrato a Andy Manzanares) mettono maggiormente a fuoco le composizioni grazie a un sound più energico e muscoloso, che ne consolida l’abile equilibrio stilistico.
I tre musicisti non hanno problemi nel dichiarare le influenze di gruppi come Stooges, Mc5, Kinks, Beatles, White Stripes, Troggs e T-Rex; amano anzi sottolineare una tendenza onnivora, che per alcuni versi rimanda all’estrosità dei Ramones. Ed è in questa chiave di lettura che scorrono le canzoni del secondo album dei Beechwood, melodicamente e armonicamente più sicure e rimarchevoli (“Flesh Hotel”), grazie anche alla maggior padronanza tecnica che, ad esempio, infiamma l’eccellente citazione degli Stooges dell’unico brano strumentale: “Nero”.

Alla maniera di Phil Spector, il trio mette in piedi un wall of sound compatto, a volte non dissimile da quello dei Jesus & Mary Chain (“Boy Before”), o di certe band dell'era Nuggets (“Over On Everyone”). Grazie a una struttura malleabile e mutevole, le dodici canzoni offrono più di una sorpresa: Velvet Underground e Luke Haines si prendono sottobraccio nel cupo e rozzo garage-rock di “I Found You Out”, mentre Marc Bolan tiene i tempi ritmici e melodici della canzone più politica dell’album (“Biggot In My Bedroom”).
Anche quando un velato romanticismo si impadronisce delle canzoni, la tensione resta palpabile; è infatti arduo non farsi catturare dalla deliziosa ballata glam immersa in fluidi lisergici alla George Harrison “The Ram”, o dalla perfetta melodia di “Amy”: un potenziale singolo di successo, imbastito con accordi jingle-jangle, un pizzico di beat e un harmonium.

Il bisbiglio pop di “The Sucker”, la freschezza stile Byrds della più melodica “Up And Down” e il languido romanticismo della pianistica “I Don’t Blame You Anymore”, pur nella loro semplicità, non perdono né in freschezza né in ispirazione, mettendo definitivamente in chiaro la volontà del gruppo di non restare ancorato a una formula. A sigillo di questa avventurosa nuova opera del trio newyorkese, sopraggiunge lo stralunato country della conclusiva “Our Love Was Worth The Heartache”, ribadendo ancora una volta quello spirito rock’n’roll, che i Beechwood rinnovano con intelligenza e verve.

(28/08/2018)

  • Tracklist
  1. Flesh Hotel
  2. Boy Before
  3. Amy
  4. Biggot In My Bedroom
  5. Over On Everyone
  6. The Ram
  7. Nero
  8. I Found You Out
  9. Up And Down
  10. Sucker
  11. I Don't Blame You Anymore
  12. Our Love Was Worth The Heartache




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