Calgolla

Tuorlo

2018 (autoprodotto) | spoken word, alt-rock, post-rock

"Tuorlo" è l'esordio discografico di Emanuele Calì, in arte Calgolla, batterista, cantautore e poeta con alle spalle numerose collaborazioni in Italia e in Germania, dove attualmente suona nella formazione post-punk dei Fitzkarraldo. Il richiamo del do-it-yourself, di un progetto totalmente esclusivo, lo ha portato quest'anno a concludere un album iniziato nell’estate del 2016 ai siciliani Ruderec Studio, sotto la produzione di Fabrizio Fortunato. Il titolo del disco e l'artwork di copertina vogliono quindi richiamare questo lungo periodo di "cottura" e gestazione, dove il tempo viene sottoposto al filtro della memoria, risultando alla fine "pixellato" in mezzo a ricordi ed esperienze, ma soprattutto offuscato da una società che ci vuole nel ruolo di meri consumatori distratti.

Se dal punto di vista lirico, Calgolla si lancia in imperiosi spoken-word (alcuni testi sono peraltro inclusi nella raccolta di poesie "Spore", di recente pubblicazione), la musica al servizio del cantautore trova il suo albero genealogico in band poliedriche come Einstürzende Neubauten, Swans, Massimo Volume, Blonde RedheadMarlene Kuntz, ma sorprendentemente anche in alcune vicende del progressive storico, come il primo Franco Battiato o alcuni dischi solisti di Brian Eno. Rispetto a questi artisti, però, Calgolla non si prende molto sul serio e sin dalla tracklist decide di giocare con il concetto stesso di "canzone": i titoli sono infatti tutti anagrammi della parola "brano”, seguiti dal numero che designa l'ordine cronologico della composizione. La rinuncia a essi si collega alla voglia del cantautore di dare all'ascoltatore un ruolo attivo, costringendolo a coniare egli stesso una propria definizione per ogni brano.

Già dall'incipit, ci è subito chiaro come Calgolla non usi mezzi termini. In "Obran9" è forte sin dalla tematica il richiamo al Battiato di "Fetus", sottolineato anche dal tripudio di sintetizzatori che scaricano la loro furia nel background ("ricordo che mi piaceva molto/ ciucciare latte dalle tette di mia madre/ ingordo e incurante come un vecchio zio/ al buffet di un matrimonio cattolico"). Le visioni del cantautore si collegano a una poesia ermetica e distopica, composta da parole fulminee e sensazioni appena accennate ("Nobra10"), a volte declamate persino in tedesco ("Bonra23").
La parola d'ordine è quello di un post-rock piuttosto eterogeneo, dove a volte i synth ("Ronba31"), a volte una semplice chitarra ("Arnob2") sorreggono la prosa e modificano il Dna sonoro della traccia senza tuttavia mai risultare invadenti, anche grazie a un buon lavoro di produzione e a un sagace uso del tappeto percussivo, capace di sottolineare da solo alcuni dei passaggi più importanti. Quanto Calgolla ci tenga a sperimentare diversi generi musicali è evidente anche nella traccia posta a chiusura del disco, la strumentale "Norab14", dove il cantautore può mettersi alla prova in un incalzante connubio tra rock elettronico e musica concreta. 

(30/03/2018)

  • Tracklist
  1. Obran9 
  2. Bonra23 
  3. Rnoba35 
  4. Nobra10 
  5. Nobra 
  6. Arnob2 
  7. Ronba31 
  8. Norab14
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