Foresteppe

Męta

2018 (Eilean) | elettroacustica

Egor Klochikhin, alias Foresteppe, ci aveva sorpreso nel 2015 col piccolo ma pregevole “Diafilms”, fugace esempio di Lp a metà tra elettroacustica e folk minimale ricco di comunicatività che tentava di “arredare” un ambiente immaginario (perché lontano nel tempo) rivivendo i ricordi dell’infanzia svanita nella fredda Siberia. L’approccio prettamente minimale (anche nella cover di rigida pittura minimalista) di “Diafilms” trovava in piani scordati e chitarre acustiche appena manipolate gli strumenti ideali per comunicare i freddissimi e quasi eterni inverni siberiani.

Sono ancora le desolate terre siberiane a far da soggetto al nuovo “Mæta”, Lp con cui Foresteppe approda all’etichetta francese Eilean, consacrandosi pienamente come musicista d’avanguardia europeo. Stavolta sono i sintetizzatori a fare da base a una serie di strumenti dei più svariati, totalmente trasfigurati da una serie di manipolazioni che rappresentano la parte più interessante e originale di questo lungo flusso sonoro senza sostanziali interruzioni di continuità. Dodici brani intitolati ironicamente come puntate di un’ipotetica serie Tv da vedere - in questo caso da ascoltare - tutta di continuo. Chitarra acustica, pianoforte, metallofono (una variante del vibrafono), mandolino e percussioni appaiono totalmente artefatti ma vitali, messi allo stesso tempo in primo piano e nascosti a orecchie poco attente.

“Mæta” non è più il rifugio sicuro di “Diafilms”, bensì il luogo dell’astrazione e della fuga, del viaggio nella mente di un bambino - come farebbero immaginare i ritmi da carillon di “S04E08” o le ipnotiche campane fantasma con percussioni di “S02E02”. E’ anche il luogo dell’incontro (la traduzione dall’islandese della parola Mæta), per chi può trovare affini gli “arredamenti” atemporali della musica di Foresteppe (“S01E04”). Da notare come anche qui la cover segua linee geometriche schematiche e ripetitive, tipiche della pittura minimalista (una finestra di metallo con tanti piccoli rombi che separano lo spazio interno dall'esterno siberiano).
Difficile dire se questo per Foresteppe sia un passo avanti o uno indietro. Certamente un passo avanti nell'ambizione e nella complessità, forse meno nella capacità di imprimersi nella mente dell'ascoltatore rispetto al gioiellino "Diafilms". Sembra plausbile che questa interessante svolta elettronica debba dare ancora i suoi frutti più maturi.

(18/07/2018)

  • Tracklist
  1. S04E06
  2. S02E17
  3. S02E09
  4. S03E02
  5. S01E04
  6. S08E21
  7. S02E12
  8. S05E14
  9. S03E12
  10. S04E08
  11. S02E02
  12. S02E19
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