Hilde Marie Holsen

Lazuli

2018 (Hubro) | elettronica sperimentale, post-jazz

Tra il primo Lp a firma unica di Hilde Marie Holsen e il nuovo “Lazuli” ci sono tre anni di distacco, ma l’evoluzione stilistica che sottendono lascia da subito sorpresi. Quelli di “Ask” (2015) erano a tutti gli effetti i primi vagiti, le timide improvvisazioni di una tromba regredita a uno stadio elementare, quasi pre-musicale. Una venuta al mondo espressiva da cui scaturiva, in un certo senso, un ermetismo dovuto all'incoscienza del reale.

La seconda prova su Hubro riparte da quella stessa oscurità, ma inquadrandola da una prospettiva molto più familiare e inquieta. Modificazioni digitali intervengono su linee di fiati sofferte e angosciose – effetto accentuato dalla tecnica di respirazione circolare – tratteggiando i fragili contorni di uno scenario alla fine del mondo, senza nome e apparentemente senza ritorno (“Orpiment”).
I sommessi fraseggi di “Lapis” guardano ancora una volta al post-jazz di casa ECM, e specie al connazionale Arve Henriksen, ma nel secondo piano acustico un sottile e persistente rivestimento drone raccoglie evasive punteggiature di synth. Con ogni evidenza la lunga, cinerea discesa nel sottosuolo di “Lazuli” ne è l’inevitabile prosieguo, nonché la vetta drammatica e il punto focale dell'ampio soundscape cui dà il titolo.
Bordate di volume crescente deformano e distorcono il soffio di Holsen, sovrastante ombra di se stesso che a tratti sembra giungere a soffocare lo spazio sonoro nella sua interezza, per poi infine spegnersi in uno strisciare di glitch e altri detriti digitali, forse a loro volta il preludio di un futuro avanzamento in direzione di una più sensibile contaminazione elettronica.

La spontanea intersezione e simbiosi fra tale dimensione e la matrice acustica della tromba stabilisce un legame con le recenti visioni di Anne Guthrie, anch’ella discostatasi dai quieti innesti sonori entro il dominio naturale per addentrarsi nei lugubri cunicoli del subconscio. Di certo entrambe le artiste hanno solcato nuove sponde espressive a partire dalle quali potranno spingersi con ancor più coraggio verso i territori inesplorati di un pensiero musicale inequivocabilmente contemporaneo, del quale anche Hilde Marie Holsen si fa ora degna portavoce.

(27/08/2018)

  • Tracklist
  1. Orpiment
  2. Eskolaite
  3. Lapis
  4. Lazuli
Hilde Marie Holsen su OndaRock
Recensioni

HILDE MARIE HOLSEN

Ask

(2015 - Hubro)
Umile ma profondo esercizio d'avanguardia per la trombettista norvegese

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