Marcus Cliffe

Heard

2018 (Self released) | folk-blues-jazz

Marcus Cliffe è un artista dal passato illustre, la lunga lista di collaborazioni con personaggi del calibro di Mark Knopfler, Rod Stewart, Al Green, Daniel Lanois, Emmylou Harris, Steve Earle, Paul Young, Fine Young Cannibals, Tasmin Archer, Brendan Crocker e tanti altri, appagherebbe l’ego di molti suoi colleghi, ma per il musicista inglese la priorità restano la musica e le sue infinite possibilità espressive.
Ai lettori più attenti di OndaRock il suo nome suonerà familiare, in quanto componente della band Miracle Mile dal lontano 2002, ma non va dimenticato il suo ruolo di bassista nei Notting Hillbillies, anche se l’esordio da solista cavalca ben altre sonorità e ambiti artistici, per alcuni versi più affini all’altra band che lo ha visto coinvolto, ovvero i The Manfreds: un gruppo messo in piedi da tre ex-componenti della Manfred Mann Band.

La singolarità di “Heard” è la scelta del musicista di abbandonare il suo fedele basso in favore della chitarra, in particolar modo una Fender Telecaster, che Marcus ha modificato e amplificato personalmente, al fine di ottenere un suono jazz-rock-blues alla Robben Ford.
Padronanza tecnica, produzione qualitativamente perfetta e un gradevole dosaggio di elementi blues, jazz, soul e rock fanno di “Heard” un interessante album sotto molti aspetti. Cliffe ripristina il termine fusion nella sua accezione più dignitosa, muovendosi con classe in un ambito stilistico alquanto incline alla monotonia.
E’ palese che le qualità intrinseche di “Heard” risiedano nella padronanza tecnica: lo spunto alla Pat Metheny di “Where Are They Now”, il blues alla Jimmy Smith/George Benson di “Ups And Downs” e “Blues For Waltz”, la versatilità jazz-rock di “Tokyo Lament (For Martin)”, il funk-beat di “Three Brothers Strut” e lo spensierato tocco caraibico di “Croydon High Life”.
La conseguente prevedibilità della formula sonora non sminuisce il fascino dell’album, anche quando Marcus Cliffe si cimenta con due classici il risultato è alquanto elegante ed avvolgente: “I Put A Spell On You” di Screamin’ Jay Hawkins e “People Get Ready” di Curtis Mayfield, quest’ultima riletta in chiave pop-gospel.

Appare evidente a questo punto che Marcus Cliffe abbia concepito “Heard” come un puzzle di tutte le esperienze musicali della sua lunga carriera, ed è quindi naturale che a chiudere l’album sia un brano molto affine al pop dei Miracle Mile: “Waltz For Luce”.
In uno scenario complesso come quello contemporaneo, l’esordio del musicista inglese rischia di suonare forse pleonastico e fuori moda, è infatti difficile collocare questo progetto in un ambito ben preciso, non avendo né la spocchia delle produzioni stellari tipiche della fusion, né la trasversalità di operazioni più furbe e scaltre, ma sono proprio la tangibile autenticità e l'onestà creativa a renderlo diverso da molte opere affini.

(08/09/2018)



  • Tracklist
  1. Where Are They Now
  2. Tokyo Lament (For Martin)
  3. Intake Express
  4. Blues For Walt
  5. Ups And Downs
  6. I Put A Spell On You
  7. The River Man (For Steve)
  8. Three Brothers Strut
  9. The Other Side
  10. People Get Ready
  11. West Croydon High Life
  12. Waltz For Luce




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