Twelve Thousand Days

Insect Silence

2018 (Final Muzik) | dark-folk, psichedelia

Twelve Thousand Days è un progetto di Martin Bates (Eyeless In Gaza) e Alan Trench (Orchis, Howling Larsons) ormai giunto al quarto album. “Insect Silence” esce in cd digipack, in edizione limitata a 500 copie, per l’italiana Final Muzik e segna un’importante evoluzione del loro dark-folk dai tratti onirici e avvolgenti. Le tredici tracce che compongono il lavoro mettono in scena un sound di matrice (neo)folk che ricorda un po’ un incrocio tra In Gowan Ring e i Current 93. A un’evidente passione per il folklore irlandese, il duo aggiunge conturbanti venature micro-elettroniche, a tratti psichedeliche, dove prevale sempre un mood plumbeo e melanconico. Il tutto non è molto distante dalle atmosfere evocate dai migliori album dei Sol Invictus.

“Insect Silence” è un lavoro originale e a fuoco, capace di guardare verso diverse latitudini ma mantenendo uno spirito e un timbro emotivo proprio. Ad esempio, “Death Went Fishing” rilegge a suo modo “vgíke o cháros na psarépsei”, un rebetiko del musicista greco Giannis Papaioannou. Non mancano anche incursioni in ambiti vicini ai Dead Can Dance più oscuri. È il caso, ad esempio, di “Night Harmonium” e della lunga suite “Pathless”. Quest’ultima manifesta anche una spiccata sensibilità kraut. Ben tre brani, "Mad As The Mist", “A Coat” e "Arrow" sono basati su testi del poeta e drammaturgo irlandese William Butler Yeats.

Se siete appassionati di sonorità dark psichedeliche, con una predilezione per un certo dark-folk anni Novanta, “Insect Silence” è sicuramente un lavoro da far vostro.

(27/09/2018)



  • Tracklist
  1. Death Went Fishing
  2. Mad As The Mist
  3. Night Harmonium
  4. Invoke Hecate 
  5. Old Ladies As Birds
  6. Errant Desires
  7. Pathless
  8. She Raises Her Eyes
  9. A Coat
  10. Descent
  11. Fieldwork
  12. Arrow
  13. Red And Golden Fire
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