Astrobal

L'infini, L'univers Et Les Mondes

2019 (Karaoke Kalk) | alt-pop, electronic-lounge-kraut

Dell’abilità di Emmanuel Mario come produttore eravamo già a conoscenza, grazie alle collaborazioni con Laetitia Sadier, Little Tornados e Holden, ma ben poco era noto del personale progetto Astrobal, che giunge oggi al terzo capitolo “L'Infini, l'Univers Et Les Mondes” (titolo rubato al terzo dialogo filosofico di Giordano Bruno).

Partendo dal kraut-rock (ampiamente esplorato nel precedente “Australasie”), spostando l’asse verso l’elettronica dei Tangerine Dream e Tomita e avvolgendo il tutto nella poetica francese di moderni artigiani dell’elettronica come Jean-Michel Jarre, Air e Bertrand Burgalat, Emmanuel Mario realizza il suo sogno pop-psych-groove.
Con sonorità synth-pop che pescano sia nell’universo della Yellow Magic Orchestra che in quello di Francis Lai, il nuovo album del musicista e produttore francese mette a frutto anni di ricerca e sperimentazione, filtrando il tutto attraverso una sensibilità pop/cantautorale molto stimolante. 

Offre più di un motivo d’interesse “L'Infini, l'Univers Et Les Mondes”, un album leggiadro, naif, piacevolmente imperfetto, composto da undici brani di rétro-futurismo tradotto in musica: bozzetti in chiave science-fiction (“La Route À L'envers”), potenziali tracce per una colonna sonora anni 60 (“Cygne Lyre”) e accattivanti contaminazioni pop (“Le Frisson Ultrasonique”).
Tutta la strumentazione è filtrata da strumenti elettronici, con sonorità in bilico tra estasi onirica e flussi acquatici, che a volte ricordano i Testbild (“Chaque Été”). Non mancano incursioni nel funk-pop che piaceranno molto ai fan di Stereolab e Royksopp (“L'Elan Vital, Pt. 1”).

Tra citazioni colte e ammiccamenti all’easy listening, il progetto Astrobal resta fuori da una dimensione temporale ben precisa. Quello che rende il tutto amabile è il perfetto dosaggio di zuccheri, atmosfere glamour e un lieve tocco di malinconia.
Senza aggiungere nulla di nuovo a quanto già detto da illustri predecessori, ovvero i vari musicisti sopracitati, l’idealismo pop dell’album di Astrobal suona affascinante e rimarchevole, onorando un titolo alquanto impegnativo e ambizioso. Nessun trucco o colpo ad effetto: l’arma migliore del musicista francese sono la grazia e il senso della misura.

Da oggi in poi osservare e discorrere del fascino dell’universo e della potenziale magia dell’infinito cosmico sembrerà ancor più seducente: basterà farsi accompagnare in questo viaggio dall’abilità dei musicisti coinvolti in “L'Infini, l'Univers Et Les Mondes”. Bon voyage.

(22/05/2019)



  • Tracklist
  1. 10.000 Ans
  2. Le Frisson Ultrasonique
  3. Cygne Lyre
  4. La Faune Pélagique
  5. 100.000 Ans
  6. Chaque Été
  7. L' Elan Vital, Pt. 1
  8. L' Elan Vital, Pt. 2
  9. La Route À L'envers
  10. Interaction Forte
  11. L' Infini, L'univers Et Les Mondes




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