Claver Gold

Lupo di Hokkaido

2019 (Glory Hole) | rap

Svegliati prima di me e dimmi che fuori c'è il sole

Ormai conosciuto ai più per uno stile rap crudo, di strada e diretto allo stomaco, Claver Gold, classe 1986, ha deciso di fermarsi per lavorare a qualcosa di visceralmente diverso. Esce così la sua ultima produzione (per la Glory Hole) “Il Lupo di Hokkaido”; non un album, bensì un Ep concepito in collaborazione con il collettivo bolognese KINTSUGI. Il titolo fa riferimento al lupo di Hokkaido, estinto intorno alla fine dell’Ottocento in Giappone nell’omonima città, del quale vengono tutt’oggi registrati degli avvistamenti. Mentre l’illustrazione della cover è a cura di Davide Bart Salvemini e colpisce la rappresentazione del lupo come una figura mostruosa, che tiene in mano una donna, simbolo della ricchezza del popolo. Come se questo mostro rubasse le donne degli abitanti di Hokkaido, o il bestiame nel senso più concreto.

Il lupo si estinse, infatti, in seguito alla stagione di caccia proclamata dal regime imperiale giapponese, per mano degli uomini. Allo stesso modo il rap si è estinto per mano degli stessi uomini e dell’industria musicale? L’Ep è composto da 7 brani, contiene intro e outro, nelle quali la voce narrante di Hattori Mami racconta la storia del lupo e guida l’ascolto di ogni frammento, in una progressione storica, riflessiva e armonica. I titoli dei brani, in giapponese, dipingono dei veri e propri concetti, la cui semplice traduzione risulta sempre incompleta, fantasma. Il brano “Ikigai” - ragione di vita - esplode nella spiegazione lungo la traccia e può essere interpretato su diversi piani di lettura, o meglio, di ascolto.

Avevo gli occhi di chi piange sempre e non lo dice
Di chi sorride a tutto il mondo ma non è felice
Sono tornato a respirare fino in superficie

Il tono dell’album è malinconico, suoni floreali ci ricordano di una primavera lontana e la voce narrante di Hattori Mami si sposa perfettamente con le sonorità calme e distanti. L’ascoltatore è cullato in un giorno di pioggia, in una stanza piena di fumo di sigarette, sotto una coperta sfatta, nella speranza di trovarsi accanto la persona amata. Con questo lavoro, Claver Gold ci dimostra che il rap non è destinato a essere quello del gregge e che fare rap non significa sputare rime a tempo su beat predefiniti. Nonostante questa sinergia artistica con altre forme musicali, infatti, con il progetto Claver ha tenuto salda la prua, riuscendo a fondere una ricerca di sonorità contrapposte ai cliché del genere, a rime che riconducono a una vita di tutti giorni, fatta di lotte, delusioni e mal di testa.

La tensione spirituale dell’artista è ancora intatta, ma all’acerbità del precedente album si è congiunta la ricerca melodica e la forza di una collaborazione che fonde antico, moderno e contemporaneo. Questo lavoro concettuale, prima ancora che musicale, è lineare e al tempo stesso inaspettato. Claver si conferma un avvistamento nel panorama rap italiano e una conferma di ricerca, testa e innovazione.

(23/10/2019)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. Ikigai
  3. La tana del lupo
  4. Yuki
  5. Parte di me feat. Hyst
  6. Calicanto
  7. Outro
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