David Kilgour and the Heavy Eights

Bobbie's A Girl

2019 (Merge) | psych-folk, songwriter

Pur essendo una vera e propria istituzione della scena indie neozelandese, i Clean non hanno mai ricevuto la meritata attenzione e considerazione da parte di critica e pubblico.
Ancor più bellamente ignorata, la carriera solista di David Kilgour ha dispensato da trent'anni una serie di deliziosi manufatti, a metà strada tra uno stile cantautorale indie-folk e una psichedelia in chiave Byrds/Velvet Underground, che non ha mai deluso le attese degli irriducibili fan del musicista.
Il nuovo disco di David Kilgour and the Heavy Eights, "Bobbie's A Girl", merita una particolare attenzione, pur essendo l'album meno adatto per introdurre il musicista a chi non ha mai avuto la fortuna di incrociarne il tragitto nelle sue multiformi esternazioni (The Clean, The Great Unwashed, The Jessels, The Pop Art Toasters, Snapper, Stephen).

La scelta di prediligere brani strumentali a quelli cantati, le morbide, calde e poco invadenti tonalità degli arrangiamenti, e la lontananza sempre più evidente dalle passate sonorità garage condivise con i Clean, spostano il centro creativo di David Kilgour e della sua band The Heavy Eights verso un nostalgico e resiliente folk-psych dai toni pastorali, privo di quell'appeal rozzo che ancora miete tante vittime tra il pubblico e la critica rock, e indi meno adatto a introdurne le qualità a chi non ha mai frequentato gli innumerevoli progetti del musicista neozelandese.
Peccato, perché "Bobbie's A Girl" è un'autentica delizia, un disco capace di ripristinare le perdute gioie del Paisley Underground, in una delle poche tracce cantate "Looks Like I'm Running Out", o perfino di sfidare Nick Cave sul terreno della drammaturgia crepuscolare e gotica tanto cara al musicista australiano ("Swan Loop", "Entrance").

Anche questo nuovo disco di David Kilgour and the Heavy Eights affronta un tema tanto caro ultimamente ai musicisti rock, ovvero la morte di un familiare (la madre Helen Kilgour) e di un amico (il musicista Peter Gutteridge, con il quale David ha condiviso l'esperienza degli Snapper).
Da qui nasce il tono dignitoso e delicato delle languide ballate strumentali ("Crawler") e delle timide incursioni nell'estetica velvettiana ("Threads"). Occasionali sprazzi pop provano a stemperare la fisiologia dolorosa dei testi: "Ti lascio andare", canta David nella più solare "Smoke You Right Out Of Here", ma alla fine è impossibile per Kilgour tenere fuori dalla sua musica le strazianti tematiche della morte e della sofferenza.
Una commemorazione che diventa prima intensa e poetica ("If You Were Here And I Was There") e poi perfino aspra nella sua esternazione rock-blues di "Ngapara", che oltre tutto offre una performance chitarristica eccelsa.

Inquieto, profondo, garbato e poco incline all'enfasi, "Bobbie's A Girl" è un'intelligente e coraggiosa esternazione di talento, amore e rispetto per la musica, come puro linguaggio dell'anima, un disco che alla pur notevole caratura artistica accosta una sobrietà espressiva pregevole, che non mancherà di interessare i più curiosi e pazienti fruitori della moderna liturgia rock.

(08/02/2020)



  • Tracklist
  1. Entrance
  2. Smoke You Right Out Of Here
  3. Crawler
  4. Threads
  5. Coming In From Nowhere Now
  6. Spotlight
  7. Swan Loop
  8. If You Were Here And I Was There
  9. Looks Like I'm Running Out
  10. Ngapara




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