Diagonal

Arc

2019 (Cobblers) | progressive

Assenti da ben sette anni dalle scene discografiche, i Diagonal sono un gruppo progressive-rock inglese che con soli due album ha conquistato gli appassionati del genere. Per i ragazzi di Brighton Alex Crispin, Luke Foster, Ross Hossack, Nicholas Whittaker e David Wileman, e il ritrovato Daniel Pomlett, è ora giunto il momento di riprendere il dialogo interrotto.

Pur restando fedeli a un sound a metà strada tra i Gentle Giant e i Caravan, i sei musicisti hanno elaborato una miscela sonora che include non solo progressive, kraut-rock e jazz, ma anche psichedelia, folk e post-rock. Per il secondo album ("The Second Mechanism", 2012) Alex Crispin aveva perfino sacrificato il suo ruolo di cantante, ma dopo la sbornia strumentale, i Diagonal ritornano ad affidarsi all'indiscutibile fascino della sua voce, spesso affine a quella di Peter Bardens dei Camel.
"Arc" è il disco più malleabile e vellutato della band, ma non per questo meno efficace e intelligente. Organo, piano e sax si distendono con fare sapiente e ricco di inventiva su un tessuto ritmico a volte articolato e dinamico, in qualche altro frangente più meccanico e scorrevole.
È nella title track che la band condensa abilità e invenzione armonica, tra fuzz chitarristici grintosi, tempi ritmici alla King Crimson, brevi interventi di sax e tastiere e un refrain armonico singolare che lascia intendere evoluzioni e assolo destinati a incendiarie esibizioni live.

Le note introduttive di "Arc" sono altresì affidate a un articolato funk-rock che scivola pian piano tra le braccia di intensi assolo di chitarra ("9-Green"), un perfetto canovaccio sonoro utile per poter apprezzare l'equilibrio ritmico e armonico della band. Lo schema si ripete nell'ancora più vivace "The Spectrum Explodes", tra flussi progressive immersi in sonorità ora jazz-rock, ora hard-rock.
Più morbide, ma altrettanto decise, le evoluzioni strumentali di "Citadel", con tastiere e chitarra che introducono il cantato, per poi lasciare tutto nelle mani di un delizioso dialogo a più voci dove protagonisti sono un organo vintage, il sax e una chitarra in stile pinkfloyd-iano. Non si ripete purtroppo l'incanto nella più indolente "The Vital", anche se il sussurro del sax che si distende sulle poco dinamiche note delle tastiere ha un suo insolito fascino.

Non è certo l'originalità il carattere distintivo della proposta dei Diagonal, ma l'equilibrio tra gli elementi stilistici è sempre raffinato e stimolante, anche quando i toni si fanno perfino introspettivi e malinconici. Ed è quello che avviene nella ballata più folk alla Gentle Giant, "Stars Below", e nella più eterea "Celestia", che con le sue avvolgenti e dinamiche progressioni armoniche ai confini del jazz chiude con eleganza un disco che non deluderà i fan del prog-rock.

(26/02/2020)

  • Tracklist
  1. 9-Green
  2. Stars Below
  3. Citadel
  4. The Spectrum Explodes 
  5. Warning Flare
  6. Arc 
  7. The Vital 
  8. Celestia 




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