Inude

Clara Tesla

2019 (Oyez) | elettro-pop

“Sadness is a blessing”, cantava qualche anno fa Lykke Li, “la tristezza è una benedizione”. Sì, però solo per chi è disposto ad accoglierla. Gli Inude sono pugliesi, ma hanno un sound dal respiro internazionale, cantano in inglese dal 2014 e nei loro pezzi c’è un equilibrio così delicato, tra musica e parole, che ascoltandoli sembra di entrare in una dimensione ultraterrena. Il loro primo Lp si chiama “Clara Tesla” ed è composto da 9 pezzi che scorrono via veloci, si inseguono senza mai toccarsi, in una narrazione continua che a volte toglie il respiro e a volte fa respirare come se fosse la prima volta dopo tanto tempo.

“My head is a balloon/ my heart is a dead weight”: si apre con queste parole “Baloon”, il primo singolo, quello che ha voluto segnare un distacco con il precedente Ep d’esordio. Viene così introdotto, subito e senza esitazioni, il filone principale del disco: l’amore. “Clara Tesla” è l’espressione che gli Inude hanno coniato per descrivere un sentimento comune che li ha uniti durante la scrittura delle canzoni: un momento strano in cui c’era chi stava chiudendo una storia d’amore, chi la stava iniziando, chi stava attraversando un momento di crisi. “Strano” è un aggettivo che vuol dire tutto e niente, poco accurato, un po’ adolescenziale e a volte superficiale, eppure ascoltando parole e suoni di questo incredibile lavoro l’atmosfera è strana, a tratti creepy, come un libro di Murakami che mescola sogni e realtà, possibile e impossibile, e ti trascina in un vortice da cui è difficile riemergere.

Ascoltando “By The Ocean”, ad esempio, sembra effettivamente di fare un tuffo nelle acque gelide del blu più profondo, ma senza sentire alcun fastidio, anzi, arrivando a trovarsi completamente in pace e a proprio agio con la situazione: “‘Cause you’re like a shadow/ and your silence grows with it”. Sfumature elettroniche, tastiere delicate, ritmo, cori accennati, un pizzico di inquietudine, qualche nota alta: non manca niente a questa canzone per colpire, per regalare un senso di tristezza e allo stesso tempo di liberazione. Con “Sleep” arriva invece la delicatezza, voci quasi sussurrate che col progredire della canzone si fanno sempre più insistenti in un crescendo di suoni e ritmo, mentre con “So Easy” viene spontaneo chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dal groove.

“Ivy” è la perla del disco: “Be still, my soul/ I’m on the river of time/ I hear the rhythm of time/ and I’m close”. Trascina giù, letteralmente. La doppia narrazione, parole e musica, è qua più che mai presente: la voce canta, segue una strada tutta sua rispetto alle note, anche loro dotate di vita propria. Si percepiscono forti e chiari la tristezza e il dolore lacerante, l’oscurità di un baratro, descritta da suoni disturbanti, che a tratti sembrano quasi disarmonici. Ma il risultato finale è una sensazione di puro piacere. La chiusura del disco è affidata a “Interlude”, un epilogo che profuma di promessa: “You and me/ through an amazing world”.

Potrei elencare diversi artisti che mi sono tornati alla memoria ascoltando i pezzi di “Clara Tesla”, ma la realtà è che gli Inude hanno una loro identità, fatta di storie che si intrecciano e danno vita a qualcosa di inedito, da cui è facile lasciarsi catturare. “Clara Tesla” è una coperta da buttarsi addosso in una giornata fredda, può proteggere ma anche far pensare tanto, è un disco ponderato e misurato in tutto, con gusto ed eleganza, con un romanticismo malinconico e testi che vanno analizzati e interpretati, non sono né frasi generazionali né inni, sono dolore che esce, insicurezza, rifiuti, incomprensioni, empatia, ombre, pensieri in libertà.
È un susseguirsi di esperimenti sonori, di strumenti classici che si intrecciano con quelli digitali, percussioni, un lavoro intimo e spirituale, che apre spiragli di luce ma anche di dolore, che non annoia mai nella sua continua ricerca musicale e introspettiva. I suoni sono morbidi, talvolta cupi, spesso avvolgenti, possono cullare come una ninna nanna in una canzone e risvegliare ogni percezione sensoriale in quella dopo; sembra che ogni nota sia pensata per stuzzicare l’ascoltatore e aprire migliaia di possibilità.

“To be lost in the forest/ to be cut adrift”: è proprio questo il sentimento che prevale ascoltando “Clara Tesla”, e non a caso la citata canzone dei Bloc Party si intitola “This Modern Love”.

(15/01/2020)

  • Tracklist
  1. Sleep
  2. By The Ocean
  3. Ivy
  4. Shadow of a Gun
  5. Marble Dreams
  6. Baloon 
  7. So Easy
  8. May Be
  9. Interlude










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