Logos

Imperial Flood

2019 (Different Circles) | weightless, ambient

Weightless, un mondo, ancor prima che un'idea di sound e l'estetica ad esso associata. Un universo perfettamente definito già dai tempi di “Cold Mission”, poi formalmente introdotto nella compilation “Weightless Volume One”, curata dal qui presente Logos assieme al sodale Mumdance, breve raccolta che oltre a dare il nome alla nicchia ne ha impostato le coordinate (l'evidente filiazione dal grime, la produzione clinica e irreale, il taglio spaziale/alieno, il tocco ritmico nervoso e sotterraneo) e ne ha disvelato le ulteriori possibilità comunicative, sconfinando in territori prossimi all'ambient e al sound-design. Sei anni dopo, con le collaborazioni con Mumdance a intensificarsi e la prima raccolta a dotarsi di una sorella, il weightless-sound trova nuovo spazio in “Imperial Flood”, seconda collezione ad esclusivo nome di Logos, intercettando la giusta quadratura tra le pulsioni iniziali e le nuove ambizioni del producer, qui trovatosi a intrappolare gli elementi di base in una fitta rete di riferimenti e ispirazioni. L'ascolto si rivela tanto asciutto quanto angoscioso.

Ancor più astratto del predecessore, con la sola eccezione di “Zoned In” in cui le increspature ritmiche di Mumdance imbastiscono una serrata progressione dalle fattezze drum'n'bass, l'album abbatte quasi totalmente la dimensione club per tracciare geometrie oscure, paesaggi ricolmi di forme indefinite e sinistre, in cui le molteplici direttrici concettuali si incastrano e si intersecano reciprocamente, formando il tessuto sonoro e gli eventuali dettagli contestuali. La letteratura di Jeff Vandermeer e J. G. Ballard, ricerche topografiche nell'Inghilterra orientale, influenze che passano dalla Chain Reaction a Photek e Digital: tutto trova una precisa collocazione all'interno del sistema “Imperial Flood”, nelle sue rarefatte ambientazioni digitali, intrise di tensione e angoscia, in un perpetuo statuo di allerta che non conosce risoluzione.
Adottando le sinistre strategie sonore dei Raime (virate però verso un senso dell'ambience che ricorda le paranoie di Haxan Cloak), Logos elabora un perturbante immaginario ambientale, tra funesti presagi di catastrofi incombenti (le onde ricorsive di archi in “Arrival”), tetri scenari dominati da ectoplasmi animali (le fantasie rurali di “Omega Point”), assalti continui a una quiete in realtà frutto soltanto dell'immaginazione (i tremori post-apocalittici di “Occitan Twilight Pyre”).

In un'alchimia sonora pienamente personale, dotata di assist narrativi di pregio, certi sbalzi di umore e atmosfere talvolta fin troppo calcate nel loro minimalismo possono distrarre dal quadro generale, nondimeno l'alluvione imperiale dipinta da Logos centra i suoi obiettivi, dando notevole slancio al suo immaginifico universo creativo. Si chiamerà pure weightless, ma fa sentire il proprio peso senza grossi complimenti.

(07/09/2019)

  • Tracklist
  1. Arrival (T2 Mix)
  2. Marsh Lantern
  3. Flash Forward (Ambi Mix)
  4. Lighthouse Dub
  5. Omega Point
  6. Zoned In (ft. Mumdance)
  7. Occitan Twilight Pyre
  8. Stentorian
  9. Weather System Over Plaistow


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