Massimiliano Larocca

Exit Enfer

2019 (Santeria) | songwriter, folk

Con “Exit/Enfer” Massimiliano La Rocca consolida il suo personale ventennio discografico, e lo fa elegantemente, con un progetto coraggioso e in parte ambizioso.
Chiuso il cerchio che lo ha visto proporre l’opera del poeta Dino Campana, 2001 – “Massimiliano Larocca canta Dino Campana” - 2016  –  “Un mistero di sogni avverati”, il cantautore fiorentino rinvigorisce il proprio profilo di autore in bilico tra musica e letteratura, rinsaldando la collaborazione con Hugo Race, qui protagonista dei raffinati e moderni arrangiamenti.

Testi suggestivi, a volte ermetici e piacevolmente allegorici, tessono la materia prima di un disco che nel panorama musicale contemporaneo rappresenta nel bene e nel male una piacevole sorpresa. Il connubio tra il mondo lirico dell’artista, ricco di ricordi, immagini, romanticismo, riverberi, disincanto e rassegnazione, e le sonorità elettroniche vintage architettate da Hugo Race è stimolante, originale, a tratti perfino psichedelico (mi si consenta l’azzardo) e straniante.
Ballate sensuali e lussuriose, ricche di pathos, tratteggiate con toni profondi abilmente carpiti a Leonard Cohen (“Si chiamava Lulù”), ariose orchestrazioni al limite del barocco (“Il giardino dei salici”), e poesie lievemente nichiliste immerse in sonorità esoteriche (“La stanza”), rappresentano al meglio la volontà di Massimiliano Larocca di esprimere un punto di vista artistico personale, originale.
Nello stesso tempo “Exit/Enfer” mette in luce sonorità e concezioni lirico-armoniche dirette, perfino essenziali, come l’estroverso singolo “Cose che non cambiano” e la curiosa filastrocca “Il regno”. Anche le pagine più cupe restano ancorate a un linguaggio sonoro ermetico, mai sopra le righe (“Black Love”, “(Eravamo) Orfani”).

Resta però lo zoccolo duro di una poetica consumata e spesso incline a un tono cantilenante, trappola espressiva che il musicista prova ad arginare, con esiti altalenanti (“Guerra fredda”, “Fin Du Monde”, Perdiamoci”), che alla fine ne rinviano la consacrazione definitiva.

(01/02/2020)



  • Tracklist
  1. Black Love
  2. Cose Che Non Cambiano
  3. (Eravamo) Orfani
  4. Il Giardino Dei Salici
  5. Guerra Fredda
  6. Perdiamoci
  7. Il Regno
  8. La Stanza
  9. Si Chiamava Lulù
  10. Fin Du Monde
  11. Il Cuore Degli Sconosciuti


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