Mattiel

Satis Factory

2019 (Heavenly) | garage-rock, blues-rock

Come poteva Jack White, quando Mattiel fece il suo debutto con il disco omonimo del 2017, non innamorarsi del progetto e prodursi in un endorsement sentito e meritato? Non poteva, del resto il blend di chitarre 60’s e ritornelli garage proposto dalla giovane cantante di Atlanta ricorda proprio gli inizi della carriera dei White Stripes. Certo con il fattore revival ancora più marcato, tanto da far sembrare alcune canzoni di “Mattiel” brani provenienti da un’altra epoca. Questo “Satis Factory” prova, almeno in alcuni frangenti, ad arricchire la ricetta del vincente esordio con qualche succosa novità, dal sapore sempre volontariamente vintage.

Se l’opener “Till The Moment Of Death”, ennesima riprova della gran voce di Mattiel Brown e della sua capacità di scrivere ritornelli semplici e ficcanti, avrebbe potuto far parte del disco del 2017, spiazza non poco la melodia celestiale di tastiere di “Keep The Change”, prima piacevolissima sorpresa di questo sophomore. Un pianoforte guida poi l’incedere malinconico della successiva “Millionaire”, cantilena condita, tra le altre cose, da uno sconsolato coretto surf e centrale per l’esegesi del concept al centro del disco.
A rendere “Satis Factory” più ambizioso rispetto al suo predecessore c’è infatti anche la coerenza concettuale dei pezzi, che ruotano intorno alla perenne ricerca di felicità e soddisfazione. Ricerca che dà l’abbrivio al disco sin dal divertente gioco di parole del suo titolo e dalla copertina a tema – sulla quale la Brown appare vestita come un’operaia della gigantesca fabbrica beige sullo sfondo.

Sempre gagliardo e impeccabile il lavoro alla chitarra di Jonah Swilley, implacabile nel piazzare uno o due riff danzabili a canzone. Irresistibile è, ad esempio, quello del singolone “Je Ne Me Connais Pas”, cantata da Mattiel in un francese birbante che aggiunge un tocco di sensualità guascona al già pepato mix.
Tolto qualche riempitivo poco accattivante, come la filastrocca garage “Blisters”, penalizzata da un testo eccessivamente sciocco, i pezzi girano quasi tutti che è un piacere, tanto da sembrare tutti potenziali singoli. Se ne scansi chi è alla perenne ricerca del cosiddetto qualcosa di nuovo, ma chi come Mattiel ama certi suoni da radiostazione d’altri tempi troverà qui gustoso pane per i suoi denti.

(04/07/2019)

  • Tracklist
  1. Moment of Death
  2. Rescue You
  3. Je Ne Me Connais Pas
  4. Food for Thought
  5. Keep the Change
  6. Millionaire
  7. Populonia
  8. Blisters
  9. Athlete
  10. Berlin Weekend
  11. Heck Fire
  12. Long Division


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