Of The Glow, Of The Wind, Of The Void

Scenes In America Deserta (ristampa)

2019 (The Eagle Stone Collective) | desert-ambient, soundscape

L’etichetta The Eagle Stone Collective del musicista Caleb R.K. Williams continua senza remore la sua missione di rievocazione dell’America antica e dei paesaggi desertici che l'hanno caratterizzata. Continue pubblicazioni, quasi tutte di Williams, a cui molto raramente si aggiungono partecipazioni di musicisti esterni affini al progetto. E’ stata quindi una piacevole sorpresa notare la pubblicazione di un vecchio Lp del 2009 edito da un’etichetta ormai inesistente - quindi destinato all’oblio - del musicista italiano Andrea Penso.

E’ interessante l’idea di Penso di ideare una colonna sonora immaginaria, non di un film come si è soliti fare, ma del libro “Scenes In America Deserta” di Reyner Banham. Si tratta di una descrizione di un viaggio nel deserto del Mojave, in California, che idealmente chiude una trilogia inesistente di viaggi nel deserto, inesistente in quanto gli autori dei tre libri sono differenti; gli altri due volumi sono infatti “The Desert” (1901) di John Van Dyke e “Travels In Arabia Deserta” di Charles Montagu Doughty. Il libro di Banham vuol far riflettere su quanto la definizione di deserto sia essenzialmente umana ed erronea: le aree desertiche, infatti, sono spesso colme di vita inapparente, di attività invisibili agli occhi più distratti. I deserti sono deserti di persone (cioè privi della presenza umana), non di vita.

Andrea Penso ricrea quelle atmosfere con suoni scarnificati di chitarra, con blues desertici e cupi che rendono bene l’idea dei paesaggi brulli e ostili alla vita umana. Chitarre acustiche e elettriche, registrazioni e manipolazioni ci fanno immergere in un ambiente che è tipico dell’etichetta di Caleb R.K. Williams. Tutto è ischeletrito e ridotto all’osso, dai lunghi dieci minuti del brano principale “Of The Glow, Of The Wind, Of The Void”, esperimento tipicamente in stile Labradford, con note di chitarra minimali ed effetti in sottofondo a dipingere scenari senza vita. “Blues For The Stimp Sand” potrebbe ricordare una versione iper-desertica dei blues dei neri americani delle origini, una musica di disperati per disperati, dove la benzina che innesca il tutto è il dolore. Appena cinque minuti ma probabilmente i più ipnotici e interessanti.
I due minuti del finale “Scene In America Deserta” sono incentrati su accordi di chitarra macabri e alienati, potremmo dire gotici, che suonano come poteva suonare la chitarra di Michael Gira nei suoi primi brani acustici.

(21/07/2019)



  • Tracklist
  1. Blues For The Stimp Sand
  2. Of The Glow, Of The Wind, Of The Void
  3. Scene In America Deserta
Of The Glow, Of The Wind, Of The Void on web


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