Picastro

Exit

2019 (Sleeping Giant) | slowcore, post-folk

Facile, forse prevedibile che qualcuno si sia dimenticato dei Picastro, la band slowcore di Liz Hysen non si è mai contraddistinta per piaggeria. Fedele a un profilo artistico in bilico tra corruzioni post-rock e goth-folk, non si è mai piegata alle regole di uno stile univoco, lasciando fluire in libertà l’intelligente e dolente poetica della leader.
Alla fine fragilità e irrequietezza hanno giocato a favore della formazione canadese che, a cinque anni di distanza dall’ultimo confuso capitolo “You”, torna a raccontare con più forza l’insopportabile malinconia dell’Alessitimia, che sembra essersi impadronita dell’uomo moderno.

Il violoncellista Nick Storring, il batterista Germaine Liu e il tastierista Matthew Ramolo sono gli attuali interpreti delle oscure ed eleganti danze spettrali neofolk della band di Liz, che assumono ora connotati tribali (“A Trench”), ora torbidezze noise adagiate su trame avant-rock che sembrano sfuggite ai Sonic Youth (“She’s In A Bad Mood”).
“Exit” è comunque l’album più open source dei Picastro: Adrian Crowley porta un po’ del suo fascino noir nella sinistra “From Come The Speak”, Tony Dekker dei Great Lake Swimmer prova a far filtrare un po’ di luce tra i riflessi ondulati di “Mirror Age”, prima che il caos creato da violini, percussioni e synth dia fuoco alle note residue. 
Gli stranianti accordi e sforzi vocali di “Blue Neck” sono un’interessante forma evolutiva delle sonorità klezmer già apparse in passato, mentre nel minimalismo armonico della delicata “I Spy” e nel vibrante romanticismo slowcore di “To Know”, si rinnova la costante attenzione di Liz Hysen alle oscure paure ancestrali.

Il ritorno dei Picastro riconcilia la formazione canadese con lo scenario musicale odierno, l’album si fa apprezzare per coerenza e volontà di innovazione, di una formula peraltro non facile da rendere meno austera. “Exit” non è solo un disco solido e per niente superfluo, ma è anche l’esternazione più solare di una band addestrata a catturare le emozioni che si celano nell’oscurità dell’animo.

(18/03/2020)



  • Tracklist
  1. Mirror Age
  2. From Come The Speak
  3. Blue Neck
  4. I Spy
  5. She's In A Bad Mood
  6. A Trench
  7. To Know
  8. This Be My Fortune




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