Rev Magnetic

Versus Universe

2019 (Rock Action) | psych-pop, shoegazer, dream-pop

Luke Sutherland è un musicista scozzese famoso più per le sue incursioni nei Mogwai, che per l’articolata e lunga carriera di musicista e scrittore. Dal 1994 al 1998 è stato il deus ex machina del gruppo Long Fin Killie, autore di un pop sperimentale, austero, graffiante e intelligentemente fruibile e ricercato. La spigolosa miscela di folk, pop, post-rock del primo gruppo di Sutherland resta ancor oggi una delle più stimolanti proposte underground degli anni 90, mentre le successive esperienze con i Bows e i Music Am non hanno purtroppo lasciato molti ricordi, nonostante l’aggiornamento stilistico a base di scampoli di trip-hop, dream-pop e glitch.

Negli ultimi anni l’artista ha concentrato la sua attenzione su un altro versante produttivo, ovvero quello di scrittore, raggiungendo una certa notorietà nel 2004 con il libro “Venus As A Boy”. Il ritorno alla musica targato 2019 vede il musicista/scrittore contornato da una nuova formazione: i Rev Magnetic (con Audrey Bizouerne, Sam Leighton e Gregor Emond). L’esordio della band, “Versus Universe”, è per certi versi un concept-album: Luke Sutherland, da abile romanziere, mette al centro dei testi la storia di una donna congolese i cui genitori sono scomparsi nello spazio, che trova infine conforto alla sua solitudine nella droga e nella musica.
Il caos e la complessità della proposta dei Rev Magnetic nasce da questa singolare premessa narrativa, i riferimenti sonori sono molteplici, a volte stridenti (Luke ha dichiarato di aver assorbito stimoli dagli Abba e da Stravinsky), le canzoni creano un puzzle lo-fi dai contorni onirici (“Sunny Windy Winter Morning (Rainbows Spanning The Valley)”, “A Minotaur's Mass”) e fanta-psichedelici (“Daughter Of Astronauts”), tra sussurri e grida che si alternano senza far crollare mai la tensione (“Yonder (La-Haut)”).

Poco meno di 50 minuti difficili da catalogare o classificare: per i Rev Magnetic l’inconsueto è la regola, la cacofonia e la forma armonica perfetta. C’è infatti un’insana e insolita disciplina dietro il caos/noise che fa implodere gli impulsi sognanti di “At The Mercy Of Fabulous Thoughts” lasciando l’ascoltatore in dubbio tra realtà e inganno. Fa invece bella mostra di sé il curioso incidente armonico di “Woodland Sorority Carwash”, imbastito a tempo di electro-soul/hip-hop e poi trascinato in un estatico duello tra chamber-pop e shoegaze.
Un gemellaggio di stili che si ripete nel singolo “Gloaming”, con un brioso tocco chitarristico e delle  venature dream-pop più definite.

Mai come in questo caso il termine caleidoscopico è utile per cogliere fino in fondo la musica dei Rev Magnetic, tutti i brani non fanno altro che combinare gli stessi elementi, con sfumature e toni sempre nuovi e irripetibili. A partire dal disordine lisergico infarcito di refrain pop e scampoli noise della title track, proseguendo nei meandri dream-pop alla Cocteau Twins di “Schoenberg In America”, che ostenta sul finale anche un delizioso romanticismo d’antan, per finire poi nell’accogliente intimismo di “It Shoulda Been You”, imbastita da oscure note di piano e deliziosi virtuosismi di violino, e dell’ancor più enigmatica “Palace”.

Ancora una volta Luke Sutherland si conferma un abile depistatore sonoro, mettendo insieme scampoli di memorie e frammenti stilistici, allestendo un delizioso suono multidimensionale che merita molta attenzione, anzi a voler essere pignoli è consigliabile l’ascolto in cuffia.

(03/08/2019)



  • Tracklist
  1. Versus Universe
  2. At The Mercy Of Fabulous Thoughts
  3. Daughter Of Astronauts
  4. Sunny Windy Winter Morning (Rainbows Spanning The Valley)
  5. Schoenberg In America
  6. Woodland Sorority Carwash
  7. Yonder (La-Haut)
  8. A Minotaur's Mass
  9. Gloaming
  10. It Shoulda Been You
  11. Palaces




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