Rione Junno

Pane

2019 (SoundFly) | folk, world music

I Rione Junno, scoperti da Eugenio Bennato nel 2000, sono qualcosa che si tocca: un progetto che non è fatto soltanto di dischi. E questo è fondamentale per comprenderne la natura. Una musica fatta per esistere in carne e ossa, come tanta parte della musica meridionale, che esprime la sua natura più autentica nello spazio aperto e condiviso del concerto. Un linguaggio moderno e trascinante che fa largo uso di elementi scenografici come l’utilizzo preponderante della danza  sul palco e usa la tradizione garganica trasformandola, appoggiando chitarra battente, percussioni e polivocalità sulla chitarra elettrica di Elio 100 gr, già chitarrista dei Bisca99Posse, per tirare fuori l’anima rock della taranta.

Una musica permeata di luoghi, carica dell’ambiente dal quale proviene, ma con lo sguardo proiettato in avanti in perfetta sintonia coi principi promossi da Bennato a partire dagli anni Novanta e raccolti sotto il movimento di Taranta Power. Una musica che “ha ali e radici”, per dirla con le parole che il giornalista e scrittore Alessandro Leogrande usava per la Puglia. Ma se "Taranta beat project" e "Terra di nessuno", che sono i primi due lavori della band, sostanzialmente si assomigliano, lasciando impressa in maniera chiara e convincente la potenza di certe sonorità, con "Pane" che è il loro terzo lavoro in studio i Rione Junno inaugurano una strada nuova, affrontando un’operazione più complessa dal taglio più letterario e per certi versi più difficile da far passare su disco.

La band sceglie infatti di far circondare interamente la propria musica dalla poesia di Raffaele Niro, le cui parole introducono ogni singolo brano del disco, quasi a indicare la poesia come fonte originaria dalla quale la musica nasce. Il simbolo del “pane” è utilizzato nella sua valenza universale, con l’ausilio di testi di varia provenienza, come tema di fatica, lavoro, fratellanza e condivisione, oltre che naturalmente come simbolo della Puglia, e il disco diventa la rappresentazione di un viaggio. Un esperimento artistico coraggioso, che funziona, pur risentendo in parte dell’inevitabile appesantimento dato dalla parola recitata.

Del resto quando c’è musica, questa è sempre di qualità, connotata dagli archi di Erasmo Petringa, che rispetto ai dischi precedenti ammorbidiscono e dilatano gli arrangiamenti, e fanno emergere dal mare delle parole di Niro brani di grande bellezza come "Mille volte ancora" in cui la voce del cantante senegalese Assane Diop sorge come un sole, e la splendida "S’è fatta sera" in cui il canto della tradizione, e in generale lo studio sulle voci portato avanti dalla band negli ultimi anni, emerge in tutta la sua straordinaria bellezza e complessità.

Se è vero che i continui inserti letterari, pur rappresentando il carattere di originalità del disco, ne interrompono il flusso musicale, è anche vero che "Pane" è la traccia di qualcosa che nasce altrove, sul palco, nell’incontro fra musica, danza e poesia, e quindi dalla curiosità artistica di Federico Scarabino e Biagio De Nittis, fondatori della band, per tutti i linguaggi altri che non sono musica e arricchiscono la musica.

(05/12/2019)

  • Tracklist
1. Alla musa (tema dell’Arte)
2. Stella Diana
3. Della mia terra dalla mia piana (tema dell’Oro e del Sangue)
4. Soprastante
5. Veduta n.1 (tema della Terra)
6. Foggia
7. Il pane I (tema del Grano)
8. Mille volte ancora
9. Il pane II (tema dell’Emigrazione)
10. S'e' fatta sera
11. Il pane III (tema del Natale)
12. Notte di Natale
13. Il pane IV (tema del Ritorno)
14. La strada dei Rubini e dei Diamanti
15. Antasdan (tema della Pace)


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