Sur Austru

Meteahna Timpurilor

2019 (Avantgarde Music) | atmospheric blackened metal, folk

Prima di parlare di questo debut-album, bisogna fare un passo indietro: i Sur Austru non sono infatti dei perfetti sconosciuti, ma nascono dalle ceneri dei Negură Bunget, una delle realtà più apprezzate in ambito black metal tra quelle provenienti dall’Est Europa, un gruppo capace di contaminare il proprio sound disco dopo disco con elementi folk e progressive di matrice atmosferica e sperimentale. Una lunga carriera iniziata a metà degli anni Novanta a Timișoara e conclusasi definitivamente - dopo non pochi scossoni nella line-up - con la morte del membro fondatore, Gabriel Mafa aka Negru, avvenuta nel 2017 in seguito a un attacco di cuore.

Per tre dei superstiti non avrebbe avuto senso continuare come Negură Bunget, una scelta intellettualmente onesta che oggi si rinnova attraverso un moniker nuovo di zecca, Sur Austru, un nome subito adocchiato dalla sempre attenta Avantgarde. Dimentichiamoci però l’eclettico black metal dei Negură Bunget, perché fin dalle prime battute, “Meteahnă Timpurilor” mostra un approccio più massiccio e quadrato, nel quale convivono a braccetto profondi passaggi metallici (stavolta di taglio death/black metal, anche nelle vocals) e il consueto utilizzo di alcuni strumenti tipici della tradizione folk rumena.

“De Dincolo De Munte” non è un semplice pezzo introduttivo, poiché improvvisamente ingrana la marcia mostrando le prerogative principali di questa band, tutt’altro che intenzionata a viaggiare su tempi veloci. I Sur Austru vogliono ammaliare e lo fanno grazie ad alcune melodie dal sapore pagano, arcaico, in fin dei conti non troppo dissimili da quanto proponevano gli Amorphis degli esordi (i quali tornano in mente proprio nella parte conclusiva della traccia posta in apertura). Solo che qui ci troviamo in Romania, non in Finlandia.
La magia prosegue con l’ottima “Puhoaielor”, il miglior brano per distacco, in cui il pathos si insinua fin sotto la pelle avvolgendoci di oscure emozioni. “Mistuind” è catacombale, ma si illumina di bucoliche sensazioni nella notevole parte centrale, dove il flauto (strumento quasi onnipresente nel disco) lascia presto il posto a una bella ragnatela di chitarre e di clean vocals. Con “Bradul Cerbului” c’è anche spazio per qualche momento di pura brutalità, comunque sempre alternata a una serie di rallentamenti atmosferici all'interno dei quali i Sur Austru si confermano maestri nel saper costruire il giusto mood.

Una breve ma efficace parentesi (“Jale”) ci catapulta nel brano più lungo del disco, “Dor Austru”, undici minuti in cui convivono le tante anime del progetto, un episodio che contempla persino la cavalcata heavy e un epilogo di marca ambient-folk. Le ultime due cartucce (“In Timp Vernal” e “Jabracie”) si rivelano invece meno accattivanti rispetto al resto del lavoro, riassumendo in parte quanto detto in precedenza ma con meno ispirazione. Nulla di grave, perché questo debutto si dimostra assolutamente all’altezza della situazione, consegnandoci quello che forse i Negură Bunget non erano più capaci di fare da un po’ di tempo. I punti di contatto tra le due band infatti non sono pochi, la formula dei Sur Austru prevede però un sound meno rarefatto e un bilanciamento ben studiato tra folklore e metallo nero (nell’accezione più ampia del termine), la cupa sintesi di un nuovo inizio che parte sotto i migliori auspici.

(22/09/2019)

  • Tracklist
  1. De Dincolo de munte 
  2. Puhoaielor 
  3. Mistuind 
  4. Bradul Cerbului 
  5. Jale 
  6. Dor Austru 
  7. In Timp Vernal
  8. Jabracie
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