Yak

Pursuit Of Momentary Happiness

2019 (Universal) | garage rock, psychedelia, indie-rock

A credere nella ricerca della felicità, nella sua interezza e integrità, deve esserci rimasto solo Gabriele Muccino. Momentanea e caduca che sia, la felicità è però pur sempre felicità, sembrano dirci i londinesi Yak nell’ironico, simpatico titolo di questa loro opera seconda. Se poi la gioia per il loro leader Oliver Burslem significa trovare il suono perfetto, la ricerca vale allora ogni costo, fino a spendere ogni centesimo rimasto, finendo a dormire per un po’ nel retro della sua Citroen.
Quale sia il sound tanto agognato dal giovane rocker britannico, lo tuonano “Bellyache” e “Fried” con il loro garage psichedelico dalle chitarre grasse e gracchianti, gigantesche rispetto a quelle dell’esordio; la prima impostando un’atmosfera malsana e lisergica con il riff acidulo e la voce filtrata, la seconda friggendo come da programma il tutto nei fuzz. A rendere il tutto ancora più crasso e trionfale, se non un pelo tronfio, ci pensano i continui interventi delle trombe che adornano sfarzosamente le varie “Words Fail Me” o “Pay Off VS. The Struggle”.

I volumi più alti li troviamo in “Blinded By The Lies” e nel punk scomposto di “White Male Carnivore”, un numero degno della Fat White Family sotto vodka-redbull. Prima di esplodere in un finale rumoroso e potente, la title track ha la seducente forma di una ballad sospesa a mezz’aria, con il santino di Syd Barrett nel taschino della giacca; mentre le origini indie brit fanno la loro comparsa in “Layin’ It On The Line”, altro brano più posato, con un cantato che fa molto Tom Meighan, così come la ritmica e l’arpeggio di chitarra sexy rimandano ai suoi Kasabian.

Chiude un pezzo da novanta: “This House Has No Living Room”. E che vuoi che importi che questa casa non abbia il soggiorno, se l’ospite d’onore è un uomo delle stelle, ossia J. Spaceman, che dà in supporto al lungo brano il suo bagaglio pieno di beat machine appassenti, polvere di stelle e trombette meste, in quello che suona un po’ come un passaggio di consegne.

(17/12/2019)

  • Tracklist
  1. Bellyache
  2. Fried
  3. Pursuit of Momentary Happiness
  4. Words Fail Me
  5. Blinded by the Lies
  6. Interlude
  7. White Male Carnivore
  8. Pay off vs. the Struggle
  9. Encore
  10. Layin' It on the Line
  11. This House Has No Living Room (feat. J Spaceman)


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