John Scofield

Swallow Tales

2020 (Ecm) | jazz

Primo lavoro di John Scofield per l’Ecm, “Swallow Tales” rappresenta un caso a sé stante nella discografia del chitarrista americano. Per prima cosa perché si caratterizza per un suono ben diverso da quello dei suoi lavori precedenti. Quel tono chitarristico pieno e dall’attacco deciso si fa in questo lavoro più intimista, a tratti lirico, maggiormente in linea con il tono algido e carico di riverbero dell’etichetta di Monaco. Secondariamente perché in questo disco Scofield suona un insieme di composizioni interamente non suo, ma del suo mentore Steve Swallow, importante bassista elettrico invece di casa all’Ecm. Un songbook di composizioni conosciuto da tempo da Scofield, come ci svela lui stesso nelle note di copertina del cd, ma che egli decide di affrontare lo stesso in un modo più pacato del solito, con l’intenzione forse di far risaltare maggiormente il contributo di Swallow al basso elettrico. Bill Stewart, ben più giovane, alla batteria accompagna queste due star del jazz contemporaneo con sicurezza e gran timing, ed è forse tra i tre quello che più si lascia andare accentuando la tensione, tra rullati improvvisi e colpi di crash che tengono il tempo.

Secondo protagonista, dopo la chitarra solista di Scofield, è proprio il suono robusto del bassista. Steve Swallow (classe 1940) ha effettivamente, come scrive Scofield stesso nelle note di copertina, un sound del tutto particolare: dall’attacco deciso, dovuto all’uso del plettro, caldo e con un flebile ronzio di sottofondo. Ha suonato con alcuni dei più grandi del jazz (da Jimmy Giuffre a Carla Bley, sua moglie) all’inizio come contrabbassista acustico e negli anni successivi esclusivamente col basso elettrico. Ma i suoi pregi musicali non si limitano alla sua abilità di strumentista. Swallow è anche infatti un prolifico compositore, e i pezzi di questo disco ne sono la testimonianza. Pezzi che fra l’altro sono all’origine dell’idea di real book, una forma di manuale jazzistico contenente un insieme di partiture di standard con relativi accordi e tema musicale. I libri real book, poi diffusi in tutto il mondo, sono stati appunto inventati negli anni Settanta al college di Berkley dove Swallow insegnava, e dove John Scofield era all’epoca studente, a partire dalle composizioni del bassista e di pochi altri.

Il disco inizia con “She Was Young”, brano che apre le danze ricordando, nella semplicità del tema principale, lo stile di un altro grande chitarrista, ovvero Bill Frisell, ma l’attacco secco della chitarra e il fraseggio blues mettono subito fine all’equivoco. Merita una menzione la coda finale del pezzo: forse uno dei momenti più belli di tutto il disco, con il basso poderoso di Swallow che regge l’insieme su un unico centro tonale e la chitarra di Scofield che è libera di dar sfogo alla propria inventiva musicale.
Dopo lo scattante e ambiguo “Falling Grace”, “Portsmouth Figurations” si apre con un tema più spigoloso e serpeggiante. Le sonorità chitarristiche diventano più sperimentali, note nel registro acuto si innalzano come lamenti con un timbro quasi di violino, ricordando nell’atmosfera la chitarra di Jimi Hendrix. Anche se in un contesto un’po' più rigido, Scofield pesca comunque a piene mani nella tradizione musicale afro-americana, senza farsi mancare toni fusion. Al riguardo bisogna ricordare che il chitarrista suonò infatti con Miles Davis nei primi anni 80, quando il trombettista virava ormai verso sonorità vicine al jazz-rock. La conoscenza di stilemi più affini alla musica leggera deriva molto probabilmente da questa esperienza.

“Awful Coffee”, invece, è un brano più lungo, in cui il trio riprende respiro. Si torna a un’atmosfera jazzistica più convenzionale e rilassata con Bill Stewart che dà alla sua batteria un tono più pacato e leggero. Il tema in questo caso consiste in un semplice e delicato arpeggio chitarristico. E ad esso si contrappone nuovamente “Eiderdown”, dove la velocità e la complessità armonica invece si moltiplicano di nuovo vorticosamente. Verso la fine del pezzo si raggiunge il momento di più alta tensione: la chitarra di Scofield piange e guaisce, intanto Swallow va come una locomotiva, con un veloce walking bass che non perde neanche un quarto. Stewart invece scandisce il tempo in modo creativo senza tralasciare momenti improvvisi di fantasia, concentrandosi sull’hi hat e sul rullante.
Chiudono il disco quattro brevi pezzi. “Hullo Bolinas” contiene uno dei rari assoli di basso di Swallow, sopra il quale Scofield suona quasi bisbigliando il giro armonico. La padronanza e la maestria del musicista americano sul suo strumento sono totali. A differenza di altri bassisti jazz (come Jaco Pastorius, ad esempio) Swallow suona il basso non molto differentemente da come si suona un contrabbasso acustico, ma approfitta della minore dimensione dello strumento per dare ai suoi assoli maggiore agilità e elasticità, suonando spesso sulle frequenze acute, cosa che su un contrabbasso richiederebbe uno sforzo fisico eccessivo, vista la dimensione della tastiera. “Away”, “In F” e “Radio” sono i numeri finali. Il primo è quasi una ballad, dolce e melodica. “In F”, invece, comincia con un’esposizione del tema all’unisono tra basso e chitarra, composta da brevi note in staccato. La batteria è allora libera di concedersi maggiore creatività. “Radio”, a concludere l’album, ricorda invece il tono più aggressivo e con ammiccamenti fusion dei brani iniziali.

“Swallow Tales” prevede di essere un titolo importante nel catalogo discografico dell’Ecm e un disco essenziale tra i lavori di John Scofield. Nonostante egli conosca queste composizioni sin dalla giovinezza, interpretandole egli si pone su un terreno nuovo, più creativo e sperimentale rispetto ai suoi dischi precedenti, opere quest’ultime forse più di imitazione stilistica e di grande conoscenza della tradizione che di creazione originale. Improvvisa queste composizioni con uno stile chitarristico affascinante, accompagnato da due musicisti di splendida sensibilità musicale, sia compositiva che esecutiva. Speriamo vivamente che questa collaborazione tra Scofield e l’Ecm sia la prima di una lunga serie.

(28/11/2020)

  • Tracklist
  1. She Was Young
  2. Falling Grace
  3. Portsmouth Figurations
  4. Awful Coffee
  5. Eiderdown
  6. Hullo Bolinas
  7. Away
  8. In F
  9. Radio
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