Abyss X

Innuendo

2020 (Dmoth) | gothic-pop, avant-electro-pop

C'è un brano dell'artista multimediale greca Abyss X che colpisce subito nell'intimo e costringe il malcapitato di turno a esplorare il resto dell'operato: "Love Altercation", pezzo sul quale pare di sentire una figlia illegittima di Leslie Winer e la Madonna di "Erotica" che si agita irrequieta tra le squame della propria corazza, emotivamente persa tra debilitanti mantra trip-hop e urbane suggestioni sci-fi.
"Innuendo" è un disco oscuro, ma in verità alquanto massimalista nell'evocazione di paesaggi sonori ai limiti del teatrale. Dieci lande desolate dove un'elettronica a blocchi fa da padrona tramite tonfi sordi, sconquassi e ritmiche ruggenti. La voce di Abyss X spesso è come un sussurro, poi s'inerpica in un plastico falsetto dai toni melodrammatici, quasi fosse una vergine rimasta intrappolata nelle fauci del minotauro. Una serie di trucchi ed espedienti produttivi attraverso i quali pregi e limiti del lavoro sono immediatamente apparenti, ma sarebbe comunque un peccato non fare almeno una sosta in questo suggestivo labirinto sonoro.
 
Difatti anche "Fluxuation" sa sedurre come poche, con quel palleggiante refrain darkwave incastrato su di un pachidermico sferragliare sintetico. Davvero impossibile non pensare a FKA twigs su pezzi quali "Can't Compare" e "Slow Burn", in particolar modo per l'uso delle voci sovrapposte ed effettate dal riverbero, ma per quanto plagiato possa essere, l'espediente sortisce comunque l'effetto desiderato, soprattutto sul secondo dei due brani citati che a momenti pare quasi ruggire come una bestia famelica. 
Tra le tracce migliori in scaletta, "Attraction In Doubt" si muove su una serie di bassi che sembrano usciti dalla console dei Raime, pulviscolo manipolato di istanze ambient-techno riordinate in un brano sul quale il recitato dell'autrice richiama "Corporate Cannibal" di Grace Jones e - per estensione - tutto l'immaginario dub nero pece di "Hurricane". Molto curiosa anche "Private Figure", altra breve ma spiritata de-composizione dai riververi techno.
 
Ma nella continua ricerca dell'atmosfera, la scrittura dei pezzi spesso è poco più che un flebile accenno di liriche, come se Abyss X volesse staccarsi dalla forma canzone per entrare in un ambito espressivo più prettamente avantgarde, ma tra pulsazioni dinoccolate e liriche quasi inintelligibili, il risultato è troppo impalpabile per concederle un tale passo. Vedasi a proposito "Palpitations", una sorta di collage rumoristico giocato su minacciosi pattern ritmici e linee melodiche spossate dall'anemia, ma anche la suggestiva ma troppo disordinata "Animosity" e la conclusiva "Sharp Tongue".

Per chi già bazzica nelle retrovie dell'elettronica vocale e dell'avant-pop, la visione artistica di Abyss X può sembrare derivativa e la sua forza è sicuramente più come producer che non come writer e interprete. L'estetica del lavoro prende il sopravvento sulla forma e l'autrice è troppo defilata per imporsi sul proprio mantello sonoro - una vocalità che non è mai intensa come Sevdaliza né slanciata come la già citata FKA Twigs, la scrittura è ancora lontana da certe sottigliezze di Katie Gately e di Kelela, o dai più originali e variegati spigoli di Lafawndah e i collage di Laurel Halo. Ma non ci sono comunque dubbi sul fatto che Abyss X sia un'abilissima manipolatrice digitale, e nei momenti giusti il suo "Innuendo" sa suonare seducente e conturbante. Un'artista da tenere sicuramente d'occhio.

(18/11/2020)



  • Tracklist
  1. Love Altercation
  2. Fluxuation
  3. Can't Compare
  4. Palpitations
  5. Attraction In Doubt
  6. Animosity
  7. The New Now
  8. Private Figure
  9. Slow Burn
  10. Sharp Tongue


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