Armagedda

Svindeldjup ─ttestup

2020 (Nordvis Produktion) | black metal

Al di là dei nomi storici che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo del black metal svedese, a cavallo tra i due secoli abbiamo assistito a un vero e proprio boom di gruppi estremi che nel giro di pochi album si sono seduti accanto al trono dei più grandi: tra questi ci sono ovviamente i Watain, ma la lista degli outsider è molto lunga e comprende anche i redivivi Armagedda, attivi dal 1999 e fino al 2004 artefici di tre dischi di indubbio valore (“Only True Believers” è ormai da considerare un piccolo classico di marca Swedish).
Mai come questa volta è il caso di dire che chi non muore si rivede, perché dopo la bellezza di sedici anni di silenzio, gli Armagedda sono tornati alla carica con un lavoro piuttosto in linea con le vecchie produzioni. Rimesso in piedi il progetto soltanto pochi mesi fa, Andreas Petterson (basso e chitarra) e Graav (voce e chitarra) hanno subito ripreso in mano quel filo che si era interrotto proprio con il terzo sigillo “Ond Spiritism: Djæfvvlens Skalder Anno Serpenti MMIV”, il platter che sembrava chiudere definitivamente la carriera dei nostri.

Con una copertina realizzata da Erik Danielsson dei Watain (ancora loro), “Svindeldjup Ättestup” ribadisce le intenzioni del duo, come sempre votato a un black tipicamente svedese, capace di alternare momenti più ruvidi ad altri più cupi e cadenzati.
Dopo una breve introduzione, finiamo direttamente all’inferno con i sei minuti abbondanti di “Ond Spiritism”, un pezzo ricco di cambi di tempo e magistralmente interpretato da Graav dietro al microfono. Le impressioni positive ritornano pure nella successiva “Likvaka” (dove le atmosfere si fanno più mortifere prima di un ottimo crescendo in tremolo picking) ma soprattutto negli undici minuti conclusivi di “Evigheten I En Obrytbar Cirkel”, in cui convivono alla grande arpeggi funerei e una sorprendente facilità nel saper arricchire il brano di sostanza e corposità senza per questo stravolgerlo.

La produzione, meno grezza rispetto al passato, non limita affatto l’aura di malignità proposta dalla band, anche nei passaggi che suonano più puliti (“Djupens Djup” su tutte), una scelta che in questo caso si rivela azzeccata anche in un’ottica di maggior respiro: forse gli Armagedda sono tornati proprio per aggiungere quei mattoncini mancanti fondamentali per entrare nel circolo dei nomi più gettonati in terra svedese, una sensazione accentuata persino da una ricerca melodica un filo più spiccata rispetto ai vecchi lavori. Tutto questo senza aggiungere o togliere una virgola a un approccio solido e quadrato, perché “Svindeldjup Ättestup” rappresenta più di ogni altra cosa l’ideale e sottile evoluzione di un intrigante percorso che finalmente può raccogliere quanto di buono già seminato.

(29/06/2020)

  • Tracklist
  1. Det Sjuttonde Året
  2. Ond Spiritism
  3. Likvaka
  4. Djupens Djup
  5. Guds Kadaver (En Falsk Messias)
  6. Flod Av Smuts
  7. Evigheten I En Obrytbar Cirkel
 


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