Death Hags

Big Grey Sun - Vol. 2

2020 (Holy Ghost Citizens Club) | synth-pop

Dopo i positivi riscontri ricevuti con la pubblicazione dei primi singoli e gli annessi show americani ed europei, Death Hags si imbarca nel progetto "Big Grey Sun", inaugurato nel solstizio invernale del 2019 sotto Holy Ghost Citizens Club. Il lavoro prevede la pubblicazione di sette dischi ispirati - stando alle parole dell'autrice - a opere come “Berlin Alexanderplatz” di Rainer Werner Fassbinder, “Alla Ricerca del Tempo Perduto” di Proust, senza dimenticare la presenza del venerato Brian Eno.

Prima ancora che l'isolamento fosse imposto per legittime ragioni sanitarie, Death Hags (dietro il cui moniker si cela l'altrettanto criptica Lola G.) decide di autorecludersi per mettere a fuoco il secondo capitolo del progetto, dedicandosi a tutte le macchine e i sintetizzatori, cantando in ognuna delle nuove otto tracce, per una mezz'ora di (buona) musica. Un synth-pop a volte più dance a volte più slow ma sempre d'effetto, meritevole di numeri e visibilità ben maggiori di quelli attuali.

Dopo la breve introduzione di “Descent”, con “The Darkest Night” entriamo subito nel mood notturno e affascinante dell'opera. Prima appaiono linee musicali sinuose e avvolgenti, poi la voce soffusa intenta a fondersi a un ritmo sempre più sostenuto. Con i colori della notte arrivano quelli più al neon della tanto in voga vaporwave: parliamo della terza traccia “Keep Calling”, il cui videoclip è stato girato proprio dalla cantante.
“Cloud1119”, dall'inizio en français (idioma che dominerà nel brano successivo, cedendo il passo solo per il gran finale), è il collegamento con il precedente episodio discografico, dove era presente “Transmission From Cloud1119”. Un sognante space-pop sintetico a cui segue “Insomnia”, il pezzo più bello della seconda pubblicazione, ideale colonna sonora per molti degli attuali lockdown.

Più robotica e 80's “Dawn”, mentre la successiva “Looking For A Big Grey Sun”, nonostante l'inizio aggressivo, palesa poco dopo uno smaccato gusto melodico, capace di ricordare anche nel timbro vocale i recenti scorci elettronici di Isobel Campbell.
I segnali spaziali di “And Suddenly The World Stopped” chiudono il breve ma intenso viaggio elettronico: un percorso da rifare più e più volte nell'attesa del nuovo episodio.

(08/05/2020)

  • Tracklist
  1. Descent 
  2. The Darkest Night
  3. Keep Calling
  4. Cloud1119
  5. Insomnia
  6. Dawn
  7. Looking for a Big Grey Sun
  8. And Suddenly the World Stopped


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