Blue October

This Is What I Live for

2020 (Up/Down-Brando) | alt-pop-rock

Decimo album in studio per i Blue October dal Texas, quello della "stella", intitolato ufficialmente "This is What I Live For". Stilisticamente il gruppo in parte si riavvicina ad album come "Foiled" del 2006, ma dall'altra trova un approccio più immediato, oscuro e spedito. È un lavoro asciutto e malinconico, intriso di un'effettistica che incupisce le atmosfere e maggiormente caratterizzato da ritornelli emozionali piuttosto che prettamente radiofonici. Gli arrangiamenti evitano i barocchismi, ma non disdegnano la tastiera melodica d'accompagnamento o la schitarrata occasionale più d'impatto.

Tematicamente l'album è incentrato sulla depressione maggiore di cui il cantante Justin Furstenfeld soffre da molto tempo, ma in maniera inedita: anziché sfogarla e rifuggirne tramite il mezzo espressivo musicale, il texano accetta che essa faccia parte della sua vita e come catarsi sceglie di analizzarla e raccontarla, come a parlare di sé guardando dall'alto. L'accettazione diventa così per lui una forma di redenzione e di pace interiore grazie a cui riscoprire ciò che c'è di bello al mondo.
Furstenfeld non vuole combattere la depressione o sentirsi dispiaciuto per sé stesso e così racconta nelle interviste promozionali: "Ho 44 anni ormai e questa è la prima volta che mi sento così in pace con il mio livello di confidenza o con quanto ritengo sia bella la vita, che posso affrontare il lato più oscuro di me stesso che non sono mai riuscito a spiegare prima non in maniera egoistica... L'ho sempre cercato di spiegare recitando la parte della vittima nelle canzoni ma di questi tempi piuttosto preferisco osservarlo e discuterlo".

Ogni canzone rappresenta così un aspetto della vita di Furstenfeld, con diversi momenti di splendore. Ci sono diversi picchi di emotività (la title track colma di speranza, guidata dal ritornello anthemico), introspettività ("The Weathermen" con il suo ermetismo suggestivo) e presa di coscienza riflessiva ("The Way I Used to Love You", guidata da un accattivante connubio di sezione ritmica e giochi melodici di chitarra che ricorda gli A Perfect Circle) che si inseriscono fra le migliori prove del gruppo negli ultimi anni.
Da notare anche l'orecchiabile seppur forse banalotta "Fight For Love", in cui è ospite al microfono d'accompagnamento Blue Reed, la figlia di Furstenfeld, e le gustose linee di basso dell'industrial-rock di "Love Stupid", con l'ospite Karen Hover.

Sono però presenti anche alcuni momenti scialbi e poco caratterizzati (le fin troppo adolescenziali "Oh My My", primo singolo che sembra una parodia annacquata e poco ispirata di "Creep" dei Radiohead, e "Stay With Me", con inserti di voce elettronica fuori posto). Sono battute di arresto che non si rivelano all'altezza dell'importante messaggio, soprattutto liricamente, ma per fortuna rimangono in minoranza. 
Altri pezzi invece mostrano potenziale non adeguatamente espresso (l'iniziale "I Laught At Myself", sardonica e commovente ma troppo breve e tagliata proprio quando avrebbe potuto sprigionare la sua energia). 
Nonostante questi nei, l'album ha uno stile riconoscibile, melodie sognanti ed è genuinamente vissuto.

(30/12/2020)



  • Tracklist
  1. I Laugh at Myself
  2. The Way I Used to Love You
  3. Love Stupid
  4. This is What I Live for
  5. Fight for Love
  6. Oh My My
  7. Moving on (So Long)
  8. I Will Follow You
  9. Completely
  10. Stay with Me
  11. The Weathermen
  12. Who Do You Run From
  13. Only Lost is Found
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