Buck Curran

No Love Is Sorrow

2020 (Obsolete) | psych-folk, songwriter

Trovarsi in prima persona nell'epicentro della più grande epidemia che ha interessato l'Italia nell'ultimo secolo, rimanere confinati tra le mura della propria abitazione privi di qualsiasi forma di reddito, mentre tutt'attorno la malattia imperversa. Nell'intervista concessa a Pitchfork, Buck Curran ha dipinto con parole precise la tragica situazione legata all'emergenza Covid-19, il terrore legato al vivere in una Bergamo intrappolata nell'incubo della pandemia, con tutte le incertezze e lo sgomento che la situazione si porta dietro. In questo scenario di totale precarietà, l'arte resta il veicolo privilegiato per esorcizzare, riflettere, confortare, dotare il mondo di nuovi significati e rivestirlo di una nuova bellezza, anche quando la realtà vorrebbe suggerire tutt'altro. Con un titolo che già manifesta le intenzioni del suo ideatore, “No Love Is Sorrow” è una nuova potente immersione nel suono esperto dell'autore e chitarrista americano, un viaggio tra suadenti meditazioni strumentali, più definite melodie vocali e introverse progressioni elettriche, che lascia nuovamente fiorire la profonda dimensione spirituale del suo autore, il carattere raccolto e allo stesso tempo accogliente. C'è speranza anche nei momenti più oscuri.

Anche nel riconoscere i tratti fondanti di un'estetica che già si era definita dai tempi degli Arborea, non c'è traccia di maniera nei solchi del nuovo progetto, che segna anzi una discreta cesura col precedente “Morning Haikus, Afternoon Ragas” nel ritrovato interesse della voce (la sua e quella di Adele H., talvolta impegnate nello stesso brano) e quindi in un recuperato senso di una scrittura più “convenzionale”, applicata a un linguaggio composto e pensoso, denso nuovamente di serpeggianti venature psichedeliche. Lunghe contemplazioni, cariche di mistero (la title track, che intercetta le perlustrazioni cosmiche di Ben Chasny e Ben Nash) si alternano a commossi passi a due, toccati da un amore che supera ogni barriera (le distanti chiose di “Deep In The Lovin' Arms Of My Babe”, la struttura a mantra di “Odissea”) e da stregate composizioni per sola chitarra, in cui affiora tutta la perizia di Curran (“For Adele”, lenta elegia dedicata alla moglie).

In questa intima raccolta di brani, giunge inattesa una composizione per pianoforte come “Django (New Year's Day)”, che intercetta la natura contemplativa del più recente James Blackshaw, come l'inquietudine elettrica di “War Behind The Sun”, a veleggiare nella direzione estatica dei migliori Natural Snow Buildings; sono però tratti che parlano di una prospettiva rinnovata per l'autore, di un percorso artistico che è ben lungi dall'aver esaurito la sua spinta propulsiva. Spiace in tutta sincerità che le condizioni di pubblicazione dell'album siano state rese ben più difficili di ogni possibile previsione, ma la forza espressiva, il confortevole incanto ordito da Curran saranno in grado di viaggiare lontanissimo.

(19/05/2020)

  • Tracklist
  1. Blue Raga
  2. Ghost On The Hill
  3. No Love Is Sorrow
  4. Deep In The Lovin' Arms Of My Babe
  5. Marie
  6. Odissea
  7. For Adele (Serenade In B Minor)
  8. Django (New Years Day)
  9. One Evening
  10. Chromaticle
  11. War Behind The Sun
  12. Lucia
  13. Ghost On The Hill (alternate version)
  14. Blue Raga (alternate version)
  15. Marie (alternate version)
  16. Odissea (alternate version)




Buck Curran su OndaRock
Recensioni

BUCK CURRAN

Morning Haikus, Afternoon Ragas

(2018 - Obsolete / Esp-Disk')
Un album di fingerpicking intenso e meditativo per il polivalente musicista

BUCK CURRAN

Immortal Light

(2016 - Obsolete / Esp-Disk)
Primo disco solista per la metà degli Arborea, in continuità con lo psych-folk della (ex) ..



Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.